La Toscanini in tour per i cinquant’anni, due tappe a Piacenza
Al Teatro Municipale venerdì con il pianista Borrow e il direttore Foron. Poi con l’opera “L’Italiana in Algeri”
Tito Giliberto
|22 ore fa

La Filarmonica Toscanini, qui diretta da Nagano, in arrivo al Teatro Municipale di Piacenza
Celebrare i 50 anni fra Parma, Piacenza, Modena e le altre città dell’Emilia-Romagna. E’ come una grande festa di compleanno la tournée dell’Orchestra Arturo Toscanini. Conta fino a 110 strumentisti. Ha base a Parma. Nel nostro Teatro Municipale arriva venerdì prossimo alle 20.30 con il pianista 26enne Tom Borrow e con il direttore 28enne Nicolò Umberto Foron. Pure venerdì 27 febbraio e domenica 1 marzo la Toscanini ritorna a Piacenza con Rossini: L’Italiana in Algeri con il soprano Gloria Tronel sotto la bacchetta di Alessandro Cadario con la regia del friulano Fabio Cherstich.
“La grande lirica e la grande sinfonica spopolano al Teatro Municipale grazie a Cristina Ferrari, direttrice di Fondazione Teatri”, sottolinea Ruben Jais, sovrintendente e direttore artistico della Toscanini dal 2024. Arrivato dalle orchestre Sinfonica e Barocca di Milano, Jais in Emilia si è ambientato presto. “Nella terra di Verdi, il pubblico è competente, appassionato, colto e… più caldo rispetto alla metropoli lombarda”, sottolinea.
In coincidenza del compleanno, la Toscanini ha ingaggiato come nuovo direttore principale Kent Nagano, californiano di origine giapponese, direttore musicale ad Amburgo in procinto di passare a Madrid a capo dell’orchestra nazionale di Spagna. All’Auditorium Paganini di Parma l’altra sera ha diretto in modo sublime la Sinfonia n.2 di Mahler: suoni iridescenti come in un dipinto di Klimt (che i piacentini ben conoscono, grazie a un capolavoro custodito alla Galleria Ricci Oddi). Bagliori dorati delle trombe. Sussurrati dei violini. Le voci di Jane Archibald e Christina Bock fuse con i coristi del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani. L’Emilia-Romagna si conferma un’attrazione per il pubblico da fuori regione.
“La buona musica vale bene un’oretta di auto”, dice Francesco Storti, 23 anni, studente di clarinetto alla Società Estudiantina di Casalmaggiore nel cremonese. E’ sceso a sud del Po con il suo insegnante, Fabio Fava. Dalla Lombardia, di recente è venuto a Piacenza per ascoltare lo Stiffelio di Verdi al Municipale, sempre con la Toscanini e il Coro del teatro lirico piacentino preparato da Corrado Casati. “Mi è rimasta in testa!” dice il giovane, abituato a suonare con altri clarinettisti nell’Ensemble Salieri.
“Con i colleghi siamo di casa al Teatro di Piacenza”, racconta dietro le quinte Mihaela Costea, primo violino di spalla nella Toscanini. Romena, arrivata in Emilia 25 anni fa per la specializzazione diventata professione, viaggia fra i massimi palcoscenici sinfonici. Dalla pianura padana al Giappone. “La buca d’orchestra del Municipale ha una sonorità speciale”, rivela. “Grazie a un’acustica perfetta, a Piacenza non devi mai premere l’archetto… anzi… il suono eccede ed eccelle. E poi… che artisti! Ricordo un Nabucco sotto la direzione di Daniel Oren…”
Da Fiorenzuola viaggiano a caccia di classica Simone Comi, 29 anni, bergamasco naturalizzato piacentino, dirigente editoriale a Milano, e Chiara Curotti, 28 anni, di Piacenza. “Suonavo pianoforte, ho smesso per l’università di giornalismo a Parma”, spiega, “ma la musica è rimasta nel sangue”.
Da Mantova Elide Bergamaschi, giornalista, setaccia le terre di Verdi. “Oggi sono a Parma per il maestro Nagano”, racconta, “un paio di settimane fa invece ero a Piacenza per il Don Giovanni di Mozart… interessante! Ottimi i cantanti e soprattutto Carmela Remigio. Vestirà i panni della Callas a marzo nell’opera composta dal 24enne piacentino Davide Tramontano su libretto del giornalista Alberto Mattioli. Al Municipale, la Divina canterà: una bella sfida… la Remigio saprà umanizzare il mito”, conclude.
“La nuova opera a Piacenza sul rapporto Callas Pasolini è un atto di coraggio!”, sottolinea Stefano Bianchi, appartenente al celebre Club dei 27, il gruppo di verdiani doc di Parma. “Ancora una volta il Municipale spiazza… come per la recente trilogia Rigoletto-Trovatore-Traviata. Stessi giorni, stessi artisti: brava Piacenza! Senza rivalità: l’arte non è una gara. Importante non è primeggiare. Ma far volare la musica!”
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