Il weekend lungo e i viaggi che stressano e non rilassano

Noi millennials controlliamo prima se c’è coda in autostrada, com’è il meteo, se ci sono parcheggi vicino alla meta e i prezzi

Anna Morando
|11 ore fa
Giovani in viaggio © ANSA
Giovani in viaggio © ANSA
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Bentornati cari amici lettori, oggi si parla di viaggi, vacanze e weekend lunghi.
Ogni inizio anno c’è chi controlla subito il calendario con la foga di chi sta scartando un regalo di Natale per capire quanti ponti si possono fare, dove si può andare e programma tutto già con largo anticipo. Programmi fatti in dieci secondi, fino a novembre. Vi invidio.
Poi ci sono quelli che non ricordano cosa hanno mangiato la sera prima, figurati programmare agosto: vivono così, allo sbaraglio. Sono quelli che decidono di partire alle 18.00 del venerdì, alle 18.09 sono in macchina, con il caricatore dimenticato, il telefono al 12% di batteria e il dentifricio sul lavandino del bagno.
Personalmente mi sono accorta di quanto le cose siano cambiate negli ultimi anni. Noi millennails siamo quelli che prima di organizzare qualcosa fanno più controlli degli steward in aeroporto.
Controlliamo prima se c’è coda in autostrada, se c’è traffico, come sono le condizioni meteo, se ci sono parcheggi vicino alla meta, se i prezzi sono fattibili o se per farti un weekend al mare o in montagna devi consegnare anche un rene e all’arrivo ti danno in omaggio un po' di casellina, perché sanno già che te lo mettono in quel posto. Che premurosi.
Sono ligure, vivo a Milano per lavoro e ogni weekend, da maggio a settembre, tornare a casa diventa un’odissea: orde di foresti (tipico termine poco affettuoso che noi liguri usiamo per chiunque viva al di fuori di Genova) che si riversano lungo la A7, come se il mare stesse scappando, intasando autostrade, incidenti a catena.
Per noi fare la A7 è come mangiare la focaccia a colazione: naturale. Per alcuni milanesi con i macchinoni enormi, è come scalare una montagna in infradito.
Ma torniamo al punto: queste occasioni per staccare la spina: chi riesce davvero a farlo?
Spiagge dove se respiri troppo forte, sposti l’ombrellone del vicino, una densità di persone in mezzo metro quadro degno di un concerto estivo, strade sempre bloccate, prezzi che aumentano appena esce il sole.
Ma chi si rilassa? Torni a casa ancora più stressato di prima, la domenica sera hai bisogno di un’altra giornata di riposo per riprenderti dai giorni di “riposo” appena passati.
Noi millennials siamo diventati più casalinghi per sopravvivenza economica e mentale: appena metti piede fuori di casa se ne va mezzo stipendio, non riesci a rilassarti, devi fare mille chilometri, e devi anche convincerti che ti stai divertendo. 
Ma chi lo dice che non ci si diverte anche restando in città, con gli amici di sempre, a chiacchierare, leggere, passeggiare?
Alcuni dicono che siamo pigri. E sai che ti dico? Non siamo pigri. Caro signor Vintage (e per chi si sente così chiamato in causa, forse un motivo c’è), anni fa spostarsi non costava così tanto, la metà di voi aveva case al mare, l’altra metà in montagna; l’inflazione era un concetto lontano, si stava più tranquilli. Ammettiamolo senza drammi.
Anche a me piacerebbe andare via ogni weekend al mare, partire per bellissimi viaggi a destra e sinistra. Il problema non è la voglia, e proprio il cash che manca.
Sento già chi nega tutto questo. Ai nostri tempi bla bla bla. Ok, tu racconta i tuoi tempi, io descrivo i nostri. Se non ti piace, gira pagina! Ah, e buon weekend.