Il gioco da tavolo più desiderato di Star Wars avrà una seconda vita
Il leggendario “The Queen’s Gambit” sta per tornare grazie a Restoration Games: verrà riproposto con nuove ambientazioni
Carlo Chericoni
|11 ore fa

Star Wars: The Queen’s Gambit era un gioco che sapeva davvero attirare l’attenzione
Sul finire del XX secolo, mentre il resto del mondo si faceva prendere dal panico per la grande bufala del millennium bug, la comunità nerd era concentrata solo su due grandi eventi: l’arrivo della console per videogiochi PlayStation 2 e il ritorno al cinema di Star Wars dopo sedici anni di assenza.
Per molti fan, l’attesa di Episodio I: La minaccia fantasma fu più esaltante del film stesso, anche grazie all’ondata di merchandising che invase i negozi. A guidare la carica fu Hasbro, colosso del giocattolo, con una serie di action figure attesissime dai collezionisti e alcuni giochi da tavolo rivolti a un pubblico piuttosto giovane. I primi board game che arrivarono erano chiaramente semplici prodotti opportunistici, pensati per sfruttare la forza del marchio: né Clash of the Lightsabers né Battle for Naboo 3-D Action Game hanno infatti lasciato traccia nella memoria degli appassionati. Il terzo titolo, uscito con qualche mese di ritardo rispetto al film, era invece destinato a entrare nella storia.
Star Wars: The Queen’s Gambit è un’ambiziosa riproduzione delle quattro battaglie che si svolgono alla fine del film: lo scontro nella radura tra le forze Gungan e l’esercito di droidi; il tentativo delle forze di Naboo di riconquistare il palazzo; il duello tra Darth Maul e i Cavalieri Jedi; la battaglia spaziale di cui è protagonista Anakin. A livello scenografico è una gioia per gli occhi, grazie a quattro tabelloni differenti, di cui uno, quello del palazzo, si sviluppa in altezza; il tutto popolato da 155 miniature che riproducono sia i personaggi del film sia elementi scenici. A reggere questo impianto c’è anche un ottimo regolamento che rende The Queen’s Gambit qualcosa che vale la pena di essere provato e non solo un giocattolone per preadolescenti.
Ma, come anticipato, in quegli anni i videogiochi stavano diventando un intrattenimento di massa: tutti aspettavano la nuova PlayStation e, in un’epoca in cui YouTube e i suoi influencer non esistevano ancora, The Queen’s Gambit finì per ottenere molto meno successo di quanto avrebbe meritato. Con il passare del tempo, però, il gioco si è trasformato in una piccola leggenda, comparendo in numerose classifiche dei migliori giochi di sempre stilate da canali e community dedicati ai board game. Oggi è considerato un autentico «sacro Graal» del gioco da tavolo, espressione con cui gli appassionati indicano quei titoli ormai introvabili, ambitissimi sul mercato dell’usato e circondati da una reputazione leggendaria. Le sue quotazioni sono schizzate alle stelle: per una copia in condizioni decenti si possono superare tranquillamente i 500 euro.
Non sorprende, quindi, che alla fine di marzo la notizia del ritorno di questo titolo leggendario abbia riacceso l’entusiasmo degli appassionati. Il colpo di scena, però, è che non tornerà nella forma che tutti ricordano.
Restoration Games, casa editrice con sede in Florida, si è specializzata nel recupero di classici del passato da riproporre in versione aggiornata, intervenendo su grafica, materiali e meccaniche. Nel suo catalogo compaiono già rilanci di cult anni Ottanta come L’Isola di Fuoco, Dark Tower e Stop Thief. Questa volta la società ha ottenuto i diritti sulle meccaniche di The Queen’s Gambit, ma non quelli di Star Wars: potrà quindi riutilizzarne l’impianto di gioco, ma non l’universo narrativo. Il risultato sarà il futuro lancio di The King’s Gambit, una reinterpretazione ambientata nella saga del Signore degli Anelli. Al momento non ci sono immagini o ulteriori dettagli, ma la saga di Tolkien offre abbastanza personaggi e storie per popolare in modo altrettanto suggestivo i quattro tabelloni di gioco. Inoltre, Restoration Games aveva già seguito un percorso simile con Star Wars: Epic Duels: pur mantenendone l’impianto di gioco di base, non potendo utilizzare la licenza di Star Wars, lo trasformò in un nuovo marchio, Unmatched, che sarebbe poi diventato uno dei più apprezzati giochi di combattimento con miniature.
Questo non leverà certo l’aura di “sacro Graal” al The Queen’s Gambit originale, ma permetterà finalmente a una nuova generazione di provare quella perla ingiustamente sottovalutata al momento dell’uscita.

