Ryan Laukat, un autore completo nel mondo dei board game
Da una passione adolescenziale alla svolta quando fu chiamato a illustrare le carte di Dominion da Rio Grande Games
Carlo Chericoni
|22 ore fa

City of Iron (2013) è il primo gioco ambientato nel mondo di Arzium da Laukat- © Libertà/Carlo Chericoni
La creazione di un gioco da tavolo moderno è quasi sempre un lavoro di squadra: c’è chi progetta le meccaniche, chi cura la grafica, chi dà forma al mondo con le illustrazioni. Un puzzle composto da mani diverse. Ogni tanto, però, quel puzzle prende corpo grazie a una sola mano: quella di Ryan Laukat.
Come spesso accade nelle storie che narriamo in questa rubrica, anche qui c’è un motore unico: la passione. Da adolescente Ryan Laukat la sfogava in modo artigianale: disegnava, ritagliava, incollava le sue illustrazioni su un normale mazzo di carte così da renderlo un nuovo gioco.
Il sogno di entrare nell’industria dei board game, però, finì per un po’ nel cassetto. C’era l’azienda di famiglia, dedicata alla creazione di strumenti musicali, da mandare avanti, e lui passava le giornate a provare e personalizzare trombe e sassofoni.
Nonostante i molti impegni, riesce comunque a trovare spazio per le convention di giochi da tavolo e proprio lì, durante un concorso per nuovi autori, il suo stile di illustrazione finisce sotto gli occhi di Rio Grande Games: è l’inizio di una svolta inattesa, perché Ryan viene chiamato a illustrare le carte di Dominion, uno dei titoli più influenti della nuova ondata di giochi da tavolo moderni.
Dopo aver contribuito artisticamente anche ad altri titoli, nel 2011 Ryan Laukat fa il passo che cambia tutto: fonda Red Raven Games e si autopubblica Empires of the Void, trasformando la casa di famiglia in un laboratorio. La sua filosofia creativa nasce dall’amore per la costruzione di mondi immaginari in cui far immergere i giocatori, e da qui prende forma Arzium: un universo fantasy che, gioco dopo gioco, è diventato lo sfondo ricorrente di molte sue opere. Tra grossi gatti delle caverne, insetti senzienti e creature marine ibride, Arzium mescola magia, misteri e tecnologie perdute e si arricchisce a ogni nuova uscita.
A renderlo credibile non ci sono soltanto le sue illustrazioni dal tono favolistico, sorrette da una cura quasi ossessiva del dettaglio, ma anche le meccaniche che inventa di volta in volta: sempre diverse, costruite apposta per esaltare l’esplorazione di quell’universo immaginario da parte dei giocatori.
Come spesso accade nelle storie che narriamo in questa rubrica, anche qui c’è un motore unico: la passione. Da adolescente Ryan Laukat la sfogava in modo artigianale: disegnava, ritagliava, incollava le sue illustrazioni su un normale mazzo di carte così da renderlo un nuovo gioco.
Il sogno di entrare nell’industria dei board game, però, finì per un po’ nel cassetto. C’era l’azienda di famiglia, dedicata alla creazione di strumenti musicali, da mandare avanti, e lui passava le giornate a provare e personalizzare trombe e sassofoni.
Nonostante i molti impegni, riesce comunque a trovare spazio per le convention di giochi da tavolo e proprio lì, durante un concorso per nuovi autori, il suo stile di illustrazione finisce sotto gli occhi di Rio Grande Games: è l’inizio di una svolta inattesa, perché Ryan viene chiamato a illustrare le carte di Dominion, uno dei titoli più influenti della nuova ondata di giochi da tavolo moderni.
Dopo aver contribuito artisticamente anche ad altri titoli, nel 2011 Ryan Laukat fa il passo che cambia tutto: fonda Red Raven Games e si autopubblica Empires of the Void, trasformando la casa di famiglia in un laboratorio. La sua filosofia creativa nasce dall’amore per la costruzione di mondi immaginari in cui far immergere i giocatori, e da qui prende forma Arzium: un universo fantasy che, gioco dopo gioco, è diventato lo sfondo ricorrente di molte sue opere. Tra grossi gatti delle caverne, insetti senzienti e creature marine ibride, Arzium mescola magia, misteri e tecnologie perdute e si arricchisce a ogni nuova uscita.
A renderlo credibile non ci sono soltanto le sue illustrazioni dal tono favolistico, sorrette da una cura quasi ossessiva del dettaglio, ma anche le meccaniche che inventa di volta in volta: sempre diverse, costruite apposta per esaltare l’esplorazione di quell’universo immaginario da parte dei giocatori.

Grazie a questa mentalità nascono titoli come Above and Below, che alterna la crescita di un villaggio a brevi momenti narrativi a scelte multiple, mentre Near and Far prende quella stessa formula e la spinge verso un respiro più “da romanzo d’avventura”; Islebound cambia rotta e porta l’esplorazione sul mare, tra navi, equipaggi e isole da raggiungere. Roam, più compatto e immediato, distilla la stessa vocazione in sessioni brevi: si esplorano terre nel tentativo di recuperare persone colpite da una misteriosa magia che le spinge a vagare come sonnambuli. Sleeping Gods, non ambientato nel mondo di Arzium, presenta invece un mondo aperto da attraversare a tappe, esaltando la scoperta di una storia carica di misteri. Now or Never riprende invece il filo “narrativo” di Above and Below, ma lo trasforma in un’avventura più ampia e strutturata, dove il tema è il riappropriarsi delle proprie origini.
Oltre agli elementi narrativi e allo stile grafico, ciò che accomuna l’intero lavoro di Ryan Laukat è la voglia di produrre titoli accoglienti, capaci di affascinare anche chi non è esperto, ma comunque abbastanza solidi da farvi tornare al tavolo per provare scelte diverse e vedere cosa cambia.
È per questo che, in un panorama dove i giochi da tavolo moderni possono sembrare un oggetti un po’ misterioso, Ryan Laukat è un buon punto d’ingresso: parla per immagini, costruisce mondi che restano in mente e segue una via quasi artigianale, progettando e illustrando insieme. Così, quando aprite la scatola, regole e visioni stanno dalla stessa parte e raccontano la stessa storia.
Oltre agli elementi narrativi e allo stile grafico, ciò che accomuna l’intero lavoro di Ryan Laukat è la voglia di produrre titoli accoglienti, capaci di affascinare anche chi non è esperto, ma comunque abbastanza solidi da farvi tornare al tavolo per provare scelte diverse e vedere cosa cambia.
È per questo che, in un panorama dove i giochi da tavolo moderni possono sembrare un oggetti un po’ misterioso, Ryan Laukat è un buon punto d’ingresso: parla per immagini, costruisce mondi che restano in mente e segue una via quasi artigianale, progettando e illustrando insieme. Così, quando aprite la scatola, regole e visioni stanno dalla stessa parte e raccontano la stessa storia.

LA SUA ULTIMA CREAZIONE, CREATURE CARAVAN: QUANDO IL VIAGGIO CONTA PIU' DEL PUNTEGGIO
L’ultima creazione di Ryan Laukat localizzata in italiano da Ghenos Games è il suggestivo Creature Caravan, un titolo che condensa al meglio le tematiche a lui più care: esplorazione, viaggio, scoperta.
Un’orda di zombie ardenti sta riversandosi dalle terre vulcaniche di Arzium, costringendo i popoli del Nord a fuggire verso la città di Levante, dove si dice sia custodito un potente oggetto magico capace di respingere la minaccia. Lungo il cammino bisognerà combattere gli zombie, esplorare torri misteriose, scovare tesori e far crescere la propria carovana reclutando creature di ogni genere e dimensione.
Dopo aver definito la mappa posizionando casualmente quattro tessere Territorio in orizzontale e aver piazzato le pedine Carovana sulla casella di partenza, ogni giocatore prende la propria Plancia, otto Carte Creatura e tutti i cubetti e i segnalini Accampamento del suo colore.
A quel punto si tirano i cinque dadi azione personali che, in base ai risultati, possono essere assegnati agli appositi spazi della Plancia per svolgere azioni come viaggiare, ottenere risorse, pescare nuove Carte Creatura, combattere gli zombie e commerciare. Ogni casella, però, richiede un valore minimo e questo, unito al numero limitato di dadi, limita le opzioni effettivamente disponibili. Inoltre, è anche possibile pagare le risorse richieste da una Carta Creatura in mano per aggiungerla alla propria carovana. Oltre a garantire punti vittoria, alcune creature aggiungono nuovi spazi su cui piazzare i dadi, rendendo certe azioni più efficienti rispetto a quelle di base; altre consentono di rilanciarli o di aumentarne il valore, altre ancora intervengono sulle regole o fanno ottenere dadi aggiuntivi oltre ai cinque iniziali.
La particolarità di Creature Caravan è che i turni di gioco si svolgono in contemporanea: si agisce tutti insieme collocando dadi, eseguendo azioni e giocando carte in tempo reale, senza dover mai aspettare che qualcun altro faccia la sua mossa. L’unico tempo morto arriva quando si deve attendere che anche gli altri abbiano finito le loro attività, prima di passare alla tappa successiva del viaggio.
A parte una regola facoltativa che permette scambi di carte e cibo con altri viaggiatori, l’unico momento di vera interazione tra chi sta giocando è il calcolo dei punti vittoria alla fine dei 12 turni di gioco. Creature Caravan è, in un certo senso, un gioco in solitario che si affronta in compagnia; e anche se per alcuni questo potrebbe essere visto come un punto negativo, in realtà si rivela una scelta particolarmente azzeccata che non lede assolutamente l’intensità dell’esperienza di gioco. Questo perché spinge ognuno a interpretare il viaggio secondo la sua visione, senza farsi influenzare troppo da ciò che fanno gli altri. Chi punterà alle battaglie con gli zombie ardenti, chi si concentrerà sull’esplorazione della mappa, chi cercherà di creare le migliori sinergie tra le proprie creature o chi, semplicemente, cercherà di formare una compagnia di viaggio con i personaggi che gli piacciono di più. Alla fine, riuscire a finalizzare i propri obiettivi darà così tanta soddisfazione che non avrà importanza il risultato finale dei punti vittoria.
Impreziosito dalle suggestive illustrazioni di Ryan e dalla fantasiosa iconografia del mondo di Arzium, Creature Caravan è un titolo perfetto per scoprire il lavoro di questo autore completo e per avvicinare nuovi “adepti” di ogni età al mondo dei board games.
L’ultima creazione di Ryan Laukat localizzata in italiano da Ghenos Games è il suggestivo Creature Caravan, un titolo che condensa al meglio le tematiche a lui più care: esplorazione, viaggio, scoperta.
Un’orda di zombie ardenti sta riversandosi dalle terre vulcaniche di Arzium, costringendo i popoli del Nord a fuggire verso la città di Levante, dove si dice sia custodito un potente oggetto magico capace di respingere la minaccia. Lungo il cammino bisognerà combattere gli zombie, esplorare torri misteriose, scovare tesori e far crescere la propria carovana reclutando creature di ogni genere e dimensione.
Dopo aver definito la mappa posizionando casualmente quattro tessere Territorio in orizzontale e aver piazzato le pedine Carovana sulla casella di partenza, ogni giocatore prende la propria Plancia, otto Carte Creatura e tutti i cubetti e i segnalini Accampamento del suo colore.
A quel punto si tirano i cinque dadi azione personali che, in base ai risultati, possono essere assegnati agli appositi spazi della Plancia per svolgere azioni come viaggiare, ottenere risorse, pescare nuove Carte Creatura, combattere gli zombie e commerciare. Ogni casella, però, richiede un valore minimo e questo, unito al numero limitato di dadi, limita le opzioni effettivamente disponibili. Inoltre, è anche possibile pagare le risorse richieste da una Carta Creatura in mano per aggiungerla alla propria carovana. Oltre a garantire punti vittoria, alcune creature aggiungono nuovi spazi su cui piazzare i dadi, rendendo certe azioni più efficienti rispetto a quelle di base; altre consentono di rilanciarli o di aumentarne il valore, altre ancora intervengono sulle regole o fanno ottenere dadi aggiuntivi oltre ai cinque iniziali.
La particolarità di Creature Caravan è che i turni di gioco si svolgono in contemporanea: si agisce tutti insieme collocando dadi, eseguendo azioni e giocando carte in tempo reale, senza dover mai aspettare che qualcun altro faccia la sua mossa. L’unico tempo morto arriva quando si deve attendere che anche gli altri abbiano finito le loro attività, prima di passare alla tappa successiva del viaggio.
A parte una regola facoltativa che permette scambi di carte e cibo con altri viaggiatori, l’unico momento di vera interazione tra chi sta giocando è il calcolo dei punti vittoria alla fine dei 12 turni di gioco. Creature Caravan è, in un certo senso, un gioco in solitario che si affronta in compagnia; e anche se per alcuni questo potrebbe essere visto come un punto negativo, in realtà si rivela una scelta particolarmente azzeccata che non lede assolutamente l’intensità dell’esperienza di gioco. Questo perché spinge ognuno a interpretare il viaggio secondo la sua visione, senza farsi influenzare troppo da ciò che fanno gli altri. Chi punterà alle battaglie con gli zombie ardenti, chi si concentrerà sull’esplorazione della mappa, chi cercherà di creare le migliori sinergie tra le proprie creature o chi, semplicemente, cercherà di formare una compagnia di viaggio con i personaggi che gli piacciono di più. Alla fine, riuscire a finalizzare i propri obiettivi darà così tanta soddisfazione che non avrà importanza il risultato finale dei punti vittoria.
Impreziosito dalle suggestive illustrazioni di Ryan e dalla fantasiosa iconografia del mondo di Arzium, Creature Caravan è un titolo perfetto per scoprire il lavoro di questo autore completo e per avvicinare nuovi “adepti” di ogni età al mondo dei board games.
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