Brividi italiani da ritagliare e collezionare

Il libro “Flani insanguinati” di Roberto Ricci celebra in un colpo solo i film di genere, i maestri horror e l’epoca d’oro delle pagine di cinema sui quotidiani

Michele Borghi
Michele Borghi
|17 ore fa
Alcuni dei flani proposti nel libro
Alcuni dei flani proposti nel libro
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Roberto Ricci ha scritto il libro che avevo in mente io. Mi ha fregato sul tempo, ma sono felice. Prima ancora di scoprire il piacere del buio in sala, coltivavo la passione per la settima arte divorando le pagine degli Spettacoli del “Resto del Carlino”, il giornale di casa.
Il divertimento era ritagliare i flani e attaccarli ovunque, anche ai muri, con la colla o con lo scotch. Ricordo quelli di “Novecento”, di “San Babila ore 20: un delitto inutile” e dei lacrima-movie con il bimbo Renato Cestiè, avrò quindi avuto occhio e croce 5 o 6 anni. Gli annunci pubblicitari in bianco e nero, spesso pulp e carichi di mistero, con frasi di lancio roboanti e divieto ai minori sbandierato con orgoglio, erano finestre spalancate su un universo incantato o proibito.
Solo una decina d’anni dopo sarebbero arrivate le cartoline di “Ciak si gira” (colorate e rigide, l’upgrade perfetto), anticipate nei primissimi anni ’80 dalle locandine nella rubrica Prima Visione di “Tv Sorrisi e Canzoni”, con il simbolo della forbicina sul contorno tratteggiato.
Grazie a Ricci e al suo pregevole “Flani insanguinati” (GFE edizioni), quel rito nostalgico rivive in forma ancora più consapevole e intensa. L’opera celebra proprio quelle inserzioni pubblicitarie sui quotidiani che un tempo annunciavano con enfasi i titoli del cinema di genere italiano: thriller e horror che hanno fatto scuola nel mondo. Attraverso riproduzioni fedeli, testimonianze dirette e un affettuoso lavoro di ricostruzione, l’autore ci riporta in una stagione irripetibile. Il volume di 120 pagine è un tuffo nella memoria collettiva dei cinefili, un ponte tra passato e presente della nostra cinematografia.
Ricci con il suo libro
Ricci con il suo libro
Particolarmente prezioso è l’inserto cartonato con i flani più significativi degli anni d’oro di questo filone nostrano: immagini potenti, creative e suggestive che trasudano ancora quell’eccitazione pura di un sabato sera in sala. Sfogliarli significa rivivere il brivido dell’epoca, moltiplicato dalla qualità della stampa. Tra le pagine si alternano voci autorevoli: Antonio Bido (regista di “Il gatto dagli occhi di giada”), Tania Bizzarro (fondatrice di “Ore d’orrore” e del “Vespertilio Awards”), Silvia Collatina (la piccola Mae Freudstein di “Quella villa accanto al cimitero” di Lucio Fulci), Mirella D’Angelo (da “Italia a mano armata” a “Tenebre” di Dario Argento, passando per Federico Fellini), Barbara Magnolfi (“Suspiria”, “La sorella di Ursula”, “Inferno in diretta”), David d’Ingeo, Dario Germani, Ilaria Monfardini, Pupi Oggiano, Vincenzo Ricchiuto e Alessandro Zito (fondatore di “Giallo Italiano/Italian Giallo”).
Autentici esperti che Ricci ha voluto contribuissero con aneddoti, ricordi personali e curiosità, partendo proprio dalle inserzioni d’epoca. L’autore rende inevitabilmente omaggio a giganti come Argento, Fulci, Ruggero Deodato e alla tradizione che ha reso unico l’horror nostrano. “Flani insanguinati” non è solo un saggio o un catalogo, è un atto d’amore verso una cinematografia che ha segnato intere generazioni. Un tesoro da custodire gelosamente, da sfogliare con lo stesso stupore di allora.