Un raro esemplare di cicogna nera fa sosta a Cadeo
Mariapia Borella racconta il fortunato incontro: «Ero all’altezza del castello di Zamberto quando è apparsa: grande, nera, bellissima»
Valentina Paderni
|7 ore fa

Cadeo - Cicogna nera 3
Non è facile osservarla, nel 2020 uno studio ha stimato sulla nostra Penisola poco meno di 30 coppie: eppure eccola, una cicogna nera nelle campagne di Cadeo.
A metà gennaio, alcuni esemplari sono stati segnalati nel Basso lodigiano. Pochi giorni fa, invece, è stata Mariapia Borella, professoressa di scienze motorie alle medie di Roveleto, ad aver notato l’animale, specie protetta. «Erano circa le due del pomeriggio - spiega - stavo andando nella mia abitazione di campagna, a Saliceto, dove sebbene ci siano alcuni inquilini, mi occupo di curare l’area verde. Percorrendo via Sant’Anna, ho notato, più o meno all’altezza dell’area dove si trova il castello dello Zamberto, quella che mi è sembrata subito essere una cicogna. Stava pescando nel canale di irrigazione. Era sola. Grande, nera con il petto bianco e il becco rosso, bellissima. Ho rallentato e con il cellulare, che purtroppo non è di ultima generazione, ho fatto qualche scatto. Le immagini sono poco nitide, ma non sono riuscita a fare diversamente. Poco dopo è volata via. Non l’avevo mai vista prima. C’è chi mi ha detto potesse essere un Ibis, ma sono certa fosse una cicogna, che peraltro qualche giorno prima aveva già visto mio marito, in zona, su un albero».
Dell’Ibis sacro abbiamo scritto un mese fa: è una specie invasiva, esotica, che si sta espandendo su tutta la pianura Padana creando problemi alle specie autoctone. La presenza della cicogna nera, invece, non provoca danni. Ne abbiamo parlato con Angelo Battaglia, per 30 anni in servizio alla Polizia provinciale, conoscitore della fauna selvatica, autore del testo “Uccelli del piacentino”.
Spiega l’ornitologo: « La cicogna nera non nidifica da noi. Solitamente è di passaggio, con frequenza regolare durante le migrazioni primaverili. Può capitare che qualche esemplare sverni, sebbene sia un fenomeno molto raro. Il recente avvistamento potrebbe appunto essere di una cicogna che si è fermata sul nostro territorio a svernare, considerato anche che fa meno freddo e non c’è neve. Tendono a nidificare nel centroest europeo ed è da lì che solitamente provengono quando attraversano i nostri territori, migrando. Stanno vicino ai corsi d’acqua dove possono nutrirsi di anfibi, pesci e rettili. Sono molto più utili che dannosi. Sicuramente i cambiamenti climatici determinano variazioni negli avvistamenti delle specie. Abbiamo recentemente censito gli uccelli acquatici svernanti e ci siamo resi conto che sono in significativa diminuzione, soprattutto le specie nordiche. Negli ultimi anni, ad esempio, sono stati osservati gruppi di Occhione svernare da noi quando è un uccello che è solito passare i periodi freddi in Africa e migrare da noi per nidificare in Trebbia e Nure».


