Segni di Primavera, sono arrivate le rondini
Sopravvissute al lungo viaggio, si riproducono allestendo un nido nei sottotetti di cascine o di stalle, possibilmente vicino a piccoli stagni dove bevono e trovano insetti, la loro dieta
Dea De Angelis
|21 ore fa

Non sono migratrici climatiche, no, le rondini sono (da sempre) migratrici stagionali. Per alcuni persino ‘orologi stagionali’, quando le vediamo – osservazione di questi giorni - nelle loro acrobazie aeree l’inizio della primavera è ufficiale, purché – come noto - sia più d’una. Con capacità straordinarie questo piccolo uccello - penne blu metallico, petto crema e gola e fronte rossi - intraprende la migrazione dal sub-sahel in Africa verso l’Europa, raggiungendo prima le piccole e grandi isole del Mediterraneo (Sicilia, Eolie, Elba, Montecristo) poi il continente quindi il territorio piacentino.
Sopravvissute al lungo viaggio, si riproducono allestendo un nido nei sottotetti di cascine o di stalle, possibilmente vicino a piccoli stagni dove bevono e trovano insetti, la loro dieta. Le rondini sono uccelli protetti giacché le loro popolazioni negli ultimi decenni sono in calo soprattutto per la perdita di habitat (di riposo) lungo la rotta migratoria. Vengono definite antropofile (come lo scoiattolo) perché non temono la coabitazione con noi credendoci – con fiducia - individui zoofili. Ricordiamo in merito che smantellare i loro nidi, ad esempio perché gli ‘inetti’ - i piccoli rondinini, 4 o 5 nel nido, che stanno crescendo nutriti da maschio e femmina fino all'autonomia e che lasciano cadere le loro deiezioni - sporcano per terra, è vietato.

