In bici per protesta. «Basta logistica e morti per lavoro»
Il percorso, da Bobbio a Piacenza, si è concluso tra riflessioni e commemorazione in via Bazzani dove un 21enne pakistano è stato travolto da un treno
Gabriele Faravelli
|2 ore fa

Un momento della manifestazione - © Libertà/Gabriele Faravelli
Un serpentone a due ruote per dire "basta" alla logistica e ricordare chi non c'è più a causa di un incidente sul lavoro. Una trentina di persone hanno partecipato sabato 11 aprile alla tappa cittadina della carovana promossa da Reca (Rete Emergenza Clima Ambiente dell’Emilia-Romagna) e Amaser (Assemblea Movimenti Ambientali e Sociali dell’Emilia Romagna) per chiedere alla Regione un salto di qualità e una svolta verso una vera transizione ecologica ed energetica.
Dopo i passaggi a Bobbio e Rivergaro in mattinata, il pomeriggio la carovana si è spostata a Piacenza per un giro in sella alle biciclette che da piazzale Roma è proseguito lungo la pista ciclabile fitta di interruzioni e passaggi delicati su via Colombo, strada Caorsana e via della Rovinaglia fino al polo logistico. Percorso che si è concluso tra riflessioni e commemorazione in via Bazzani, quasi all’altezza del cavalcavia dell’Anselma, dove un tragico incidente del 2 aprile scorso è costato la vita a un giovane pakistano di 21 anni falciato da un treno mentre attraversava i binari per raggiungere più presto il lavoro.
Legambiente Piacenza chiede all'Amministrazione comunale «di farsi parte attiva con i gestori della logistica perché una parte dei loro profitti ricada anche sulla comunità piacentina, di realizzare una pista ciclabile sicura nella zona della logistica e di rendere operativo il polo del ferro per spostare l'enorme quantità di merci spostate dai camion alla ferrovia».

