I primi fiori dell'albero pagoda nel parco di Villa Braghieri

Dall'Iran ai giardini piacentini, la "Parrotia persica" con la corteccia simile al platano

Dea De Angelis
|20 ore fa
Parco di Villa Braghieri con filare di alberi di neo-piantumazione, i tassi secolari, il nocciolo - © Libertà/Dea De Angelis
Parco di Villa Braghieri con filare di alberi di neo-piantumazione, i tassi secolari, il nocciolo - © Libertà/Dea De Angelis
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Una tal sete di primavera che nel bel mezzo dell’inverno fa sbocciare fiori rossi di un albero esotico originario dell’Iran. Non molto in vista a onore del vero, ma quell’albero a foglia caduca nel giardino di Villa Braghieri: corteccia molto simile a quella di un platano, grigia e liscia che si sfalda a placche, portamento eretto, tronco breve, ramificato sin dalla base e dimensioni del fusto a svelarne l’età plurisecolare, mostra in questi giorni di febbraio le tanto attese prime fioriture, anticipo della stagione simbolo di rinascita. Chiamato volgarmente “albero pagoda” per la forma della sua chioma e l’architettura dei rami che richiamano la forma a gradini dei tetti delle pagode orientali, il suo nome scientifico è “Parrotia persica”, in onore del naturalista F.W.Parrot che a inizio Ottocento compì la prima ascesa del monte Ararat, al confine tra Iran, Turchia e Armenia.
Albero pagoda o Parrotia persica fiorita seppur ancora spoglio, a inizio febbraio
Albero pagoda o Parrotia persica fiorita seppur ancora spoglio, a inizio febbraio

 Villa Braghieri venne costruita alla fine del Seicento per volontà del conte Daniele Chiapponi che la usò come luogo di villeggiatura fuori città. Pensate in soli tre secoli come sono cambiate le mete turistiche…Poi passò alla famiglia Albesani e nel ventesimo secolo all’avvocato Braghieri, quindi, passò in eredità al comune di Castelsangiovanni. Oggi luogo per pubblici eventi, visite guidate e sede della biblioteca comunale, Villa Braghieri è circondata da un meraviglioso parco. Negli ultimi anni, l’amministrazione comunale, cavalcando la crescente sensibilità ambientale, prova a recuperare l’impianto originario di questa estesa area verde. Un tempo occupato da un grande frutteto, oggi nel parco sono ancora presenti esemplari secolari di tasso, pianta che si ritiene abbia proprietà magiche e per questo forse presente in moltissimi giardini delle dimore gentilizie e dei castelli, il biancospino, il nocciolo, il corniolo, un boschetto di bambù… e - per un ritorno all’antico - un filare di alberi autoctoni di nuova piantumazione. In evidenza - infine - l’albero pagoda, deciduo ed esotico, alle porte della Valtidone, questo mostra a metà inverno i suoi caratteristici fiori cremisi che compaiono prima che spuntino le nuove foglie. Uno spettacolo di albero poco noto che - importato dall’Iran- resiste alle insidie del tempo nel prestigioso parco e il cui posizionamento preferenziale oggi sono appunto parchi, giardini, aree gioco o aiuole.