Giornata mondiale delle api, nel Piacentino raccolta in corso
In provincia 270 apicoltori. Torretta (Apap): «Velutina, clima e concorrenza sleale le principali problematiche dei nostri alveari»
Claudia Molinari
|9 mesi fa

Dal 2017, il 20 maggio è stata istituita la Giornata mondiale delle api, ricorrenza significativa ed importante anche nel Piacentino, provincia dove il settore coinvolge oltre 270 apicoltori. A porre l’accento sull’importanza di sostenere queste attività e la filiera Made in Italy è la Coldiretti di Piacenza, da sempre impegnata nella sensibilizzazione dei consumatori sull’origine e la qualità del miele. E per celebrare questa data abbiamo intervistato Ernesto Torretta, presidente APAP, Associazione Provinciale Apicoltori Piacentini, che da anni fornisce servizi tecnici sulla gestione degli apiari e sulla qualità del miele grazie a una missione che tutela le api, la biodiversità e la difesa dell’ambiente attraverso il presidio dei territori.
Per Apap è già tempo dei primissimi bilanci: le prime fioriture di acacia nel 2025, causa le forti piogge che hanno colpito il territorio piacentino, non sono riuscite a svilupparsi ed a soddisfare le aspettative degli apicoltori che ad oggi fanno i conti con una media decennale di circa il 50% di calore produttivo sull’acacia. Si segnala comunque una stima produttiva nettamente migliore rispetto al 2024. Da considerare in negativo è invece il progressivo calo delle alberature di acacia.
«Ora – commenta il presidente Apap - siamo in attesa delle fioriture spontanee del millefiori, del castagno e del tiglio, per i quali confidiamo in una buona produzione, a differenza degli ultimi anni, quando il cambiamento climatico ha causato nel Piacentino pesanti perdite di nettare e di conseguenza di miele». «Al giorno d’oggi è bene riconoscere che le api non solo producono il miele - spiega Torretta – ma sono anche indicatori del benessere ambientale: essendo insetti impollinatori, sono estremamente importanti per mantenere in vita gli ecosistemi del pianeta assicurando, così, la vita e il mantenimento di un buon livello di biodiversità». Mentre l’ape è portavoce dell’impollinazione del 70% delle piante che abitano la Terra, la presenza di un altro insetto, chiamato Vespa Velutina, dovrebbe, invece, allertare sia i cittadini sia apicoltori e agricoltori. Questo esemplare si è diffuso infatti anche nel continente europeo, arrivando in Italia già dal 2012. Purtroppo la sua presenza anche nel territorio piacentino sta sempre più compromettendo i raccolti di miele e la capacità di sopravvivenza delle colonie. Per questo motivo APAP si sta attivandosi tempestivamente, organizzando degli incontri (diversi quelli andati in scena nel Piacentino negli ultimi mesi) per informare i soci e la cittadinanza in caso di avvistamenti. «Questa specie di vespa - afferma Torretta - non è dannosa solo per le api, ma anche per l’uomo: pertanto i cittadini sono tenuti a non avvicinarsi per osservare o distruggere i nidi poiché le Velutine possono diventare facilmente aggressive e procurare punture anche fatali. Bisogna limitarsi a segnalazione nidi primari o secondari, sospetti contattando il tecnico APAP Giovanni Rodriguez al 340/5372954».
«Riconoscere questo esemplare e distinguerlo dalle api è piuttosto semplice - sostiene il Presidente APAP - mentre le api si riconoscono dal corpo robusto e peloso e dal loro temperamento mite, la Vespa Velutina si distingue per il capo, le antenne e il torace tendenti al nero, la parte terminale dell’addome giallastro e le zampe scure caratterizzate dalla parte terminale di colore giallo». Oltre alla vespa velutina, gli apicoltori si trovano anche a fronteggiare criticità più annose, quali l’instabilità del clima con l’alternarsi di caldo, siccità e maltempo e la concorrenza sleale dall’estero, in particolare da Paesi che non brillano per trasparenza e sicurezza alimentare.
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