Rigenerazione ex convento Santa Chiara, posata la prima pietra
Al via i lavori per la nuova struttura da circa 330 posti tra studentato, social housing e servizi socioassistenziali
Redazione Online
|3 ore fa

Prende avvio il progetto di recupero e rigenerazione urbana dell’ex convento di Santa Chiara. Lunedì 6 luglio, con una cerimonia che ha avuto come ospite il Presidente di Cassa Depositi e Prestiti Giovanni Gorno Tempini, è stata posata la prima pietra che sancisce ufficialmente l’avvio dei lavori nell’ex convento sullo Stradone Farnese, un luogo di elevato valore storico e architettonico di circa 12mila metri quadrati, di cui 8.500 di area verde, destinato a diventare uno spazio dedicato all'ospitalità, all'inclusione e alla qualità della vita delle future generazioni.
Il recupero dell’ex convento di Santa Chiara, che nasce su impulso della Fondazione di Piacenza e Vigevano, prevede la riconversione degli edifici storici destinati a ospitare una nuova residenza universitaria, che sarà affidata alla società RELIFE, azienda italiana specializzata nella gestione di residenze per studenti, e una nuova struttura che accoglierà un Centro Socio-Riabilitativo Residenziale, dedicato a persone fragili e con disabilità, che sarà gestito dalla cooperativa Unicoop.
Saranno circa 300 i posti a disposizione tra studentato, social housing e servizi socioassistenziali, dando vita a una comunità inclusiva e aperta alla città.
L’intera operazione, che ha un valore di circa 30 milioni di euro, è attuata da iGeneration, fondo comune di investimento alternativo immobiliare di tipo chiuso promosso e gestito da Investire SGR (Gruppo Banca Finnat), partecipato da CDP Real Asset SGR, la società immobiliare del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti e il Fondo Europeo degli Investimenti, da alcune Fondazioni di origine bancaria tra cui la Fondazione di Piacenza e Vigevano, casse di previdenza e istituti bancari.
«La posa della prima pietra rappresenta un momento di grande valore simbolico e concreto per la nostra comunità. Con il recupero dell'ex convento di Santa Chiara prende finalmente avvio un progetto che la Fondazione ha fortemente voluto e sostenuto - sono le parole di Roberto Reggi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano -, con l'obiettivo di restituire alla città una porzione importante del centro storico, oltre che un luogo di straordinaria importanza identitaria. Santa Chiara non sarà soltanto un intervento di rigenerazione architettonica, ma un laboratorio di inclusione e innovazione sociale: uno spazio aperto ai giovani, grazie alle nuove residenze universitarie, e al tempo stesso dedicato all'accoglienza e alla cura delle persone più fragili. È un progetto che guarda al futuro, mettendo al centro la qualità della vita, la coesione socialee la valorizzazione del patrimonio culturale. È significativo che il primo atto di questo percorso si compia con l’avvio dei lavori di uno spazio pubblico, il nostro auditorium a cielo aperto, di cui potrà fruire tutta la cittadinanza, per generare opportunità, relazioni e benessere. Oggi compiamo un passo decisivo verso la realizzazione di questa visione, che ha richiesto un impegno duraturo, tenacia e spirito di collaborazione. Per questo ringrazio le istituzioni, i professionisti, gli investitori e tutti i soggetti che hanno contribuito a rendere possibile l’approdo alla fase esecutiva dell’intervento».
«L'intervento di Santa Chiara testimonia come la rigenerazione urbana possa diventare un potente motore di crescita, inclusione e valorizzazione dei territori - ha spiegato Giovanni Gorno Tempini, Presidente di Cassa Depositi e Prestiti -. Il progetto integra accoglienza universitaria, servizi per le persone più vulnerabili e recupero di un bene storico di grande valore per la comunità piacentina. È questa la direzione nella quale il Gruppo CDP, anche attraverso l’impegno di CDP Real Asset SGR, intende proseguire: sostenere lo sviluppo di soluzioni abitative accessibili e di qualità, accompagnare la crescita del mercato dell'housing sociale e dello student housing e promuovere investimenti capaci di generare benefici duraturi per le comunità locali. Un risultato reso possibile anche grazie alla proficua collaborazione con la Fondazione di Piacenza e Vigevano, con tutti i partner coinvolti nell'iniziativa e nel Fondo».
«Con la posa della prima pietra, si dà avvio a un percorso che non solo restituisce alla nostra comunità un patrimonio storico, architettonico e culturale di straordinario valore, ma contribuisce in misura determinante a promuovere e consolidare l'identità di Piacenza come Città delle Università - ha aggiunto Katia Tarasconi, sindaca di Piacenza -, incrementando i servizi e l'accoglienza di qualità a favore di una popolazione studentesca in crescita costante, in particolar modo sotto il profilo della provenienza fuori sede e dall'estero. Nel contempo, l'integrazione con la dimensione inclusiva del sostegno alle persone più vulnerabili, volta a dare risposte concrete a un tema prioritario qual è il dopo di noi, fa di questo intervento di rigenerazione urbana un modello di innovazione sociale per il quale ringrazio la Fondazione di Piacenza e Vigevano e tutti i partner che hanno creduto in questo progetto così importante per il futuro del nostro territorio».
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