Trentatré ponti sotto esame entro l'anno, quattro sono i più a rischio

Al via una task force di otto aziende che provvederanno a censirne 300 entro il 2027

Federico Frighi
Federico Frighi
|11 giorni fa
Il cavalcaferrovia sulla Milano-Bologna sulla Provinciale 53 in comune di Pontenure, uno dei quattro viadotti considerati a più alto rischio
Il cavalcaferrovia sulla Milano-Bologna sulla Provinciale 53 in comune di Pontenure, uno dei quattro viadotti considerati a più alto rischio
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La mappa della provincia con evidenziati i quattro ponti e viadotti a rischio
La mappa della provincia con evidenziati i quattro ponti e viadotti a rischio
Sarà una task force di otto aziende, coordinate dalla Provincia, ad occuparsi del nuovo censimento di ponti e viadotti: 300 in totale entro il 2027. La prima tranche, finanziata con 722mila euro, riguarda 33 ponti, di cui quattro a rischio massimo, da verificare entro fine anno.
I quattro ponti osservati speciali sono: 
- sul Perino lungo la Provinciale 39 del Cerro, nei comuni di Coli e Travo;
- sulla linea ferroviaria Milano-Bologna lungo la Provinciale 53 di Muradolo, in comune di Pontenure;
- il ponte sul Chiavenna sulla Provinciale 587R di Cortemaggiore;
- sul Trebbia lungo la Provinciale 24 del Brallo nei comuni di Cerignale e Brallo di Pregola.
«Dopo il crollo del Morandi – spiega la consigliera provinciale Patrizia Calza – sono state definite nuove linee guida: i ponti al livello più alto vanno sottoposti a verifiche di sicurezza e analisi specifiche». L’incarico è stato affidato a un raggruppamento di imprese guidato da Its Srl di Treviso. Già il primo censimento aveva imposto limitazioni all’80% dei ponti, con la chiusura definitiva di due strutture. «I controlli garantiscono la sicurezza – sottolinea Calza – ma senza risorse restano solo limitazioni al traffico».
Secondo il dirigente Davide Marenghi, «29 ponti necessitano di semplici analisi, quattro di esami più approfonditi». Il problema resta quello delle risorse: senza investimenti, «progressivamente i ponti utilizzabili saranno sempre meno».