Murelli a lo Specchio: «Concretezza e risultati al centro del mio lavoro parlamentare»

Un metodo di lavoro che affonda le radici in una formazione solida e in un'esperienza internazionale avviata molto presto

Matteo Prati
|22 ore fa
Murelli a lo Specchio: «Concretezza e risultati al centro del mio lavoro parlamentare»
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Concretezza è la parola che Elena Murelli richiama più spesso per raccontare ieri sera, da ospite dello Specchio di Piacenza su Telelibertà, il suo lavoro di parlamentare. Senatrice della Repubblica dal 2022, oggi in Commissione Sanità, Politiche sociali e Lavoro, rivendica un approccio pragmatico, fondato sui risultati e sul confronto diretto con chi vive i problemi ogni giorno. «Nell'ultimo anno mi sono occupata molto di sanità e sono soddisfatta - spiega a Nicoletta Bracchi, ideatrice e conduttrice del format - perché vedo risultati concreti. Ci credo davvero e penso che il rapporto con le associazioni dei pazienti e con gli stakeholder del settore sia fondamentale». Un dialogo che, in alcuni casi, si traduce anche in iniziative istituzionali.
«Quando si ottengono risultati, spesso sono loro a chiedermi di portare certi temi in Senato per continuare a fare sensibilizzazione nell'opinione pubblica». È accaduto, ad esempio, sul fronte delle malattie cardiovascolari. «Abbiamo organizzato un evento con la dottoressa Aschieri di Progetto Vita e ne abbiamo parlato anche con il ministro Valditara, valutando l'inserimento di percorsi di prevenzione nelle scuole».
Un metodo di lavoro che affonda le radici in una formazione solida e in un'esperienza internazionale avviata molto presto. Nel 2000, da studentessa dell'Università Cattolica, viene selezionata per il Parlamento Internazionale dei Giovani: «Era l'anno delle Olimpiadi di Sydney, i posti per l'Italia erano solo due e una ero io». Dalla laurea alla Cattolica di Piacenza prende forma anche un percorso accademico e professionale nella progettazione europea, ambito che Murelli conosce a fondo e considera strategico. «Esistono finanziamenti diretti e indiretti, anche attraverso partenariati europei. Il problema è che l'Italia presenta molte domande, siamo i primi in questo, ma spesso non riesce a intercettare le risorse, perché non interpreta correttamente gli obiettivi dei bandi». Un'esperienza maturata anche come docente e nei corsi di Progettazione europea. Accanto alla professione e alla politica c'è la dimensione familiare. Murelli è madre di tre figli e racconta con ironia: «A casa sanno che so mettere in riga, tanto che ogni tanto scherzano dicendomi di tornare a Roma quando divento troppo severa».
L'ingresso in politica arriva nel 2009: «Mi proposero un caffè e la candidatura a sindaco di Podenzano, il paese dove sono nata e vivo. Dopo qualche tentennamento ho detto sì e mi sono buttata in una avventura meravigliosa». Da lì la crescita nella politica locale, fino alla prima elezione in Parlamento nel 2018. Il legame con il territorio resta centrale, così come l'attenzione alla comunicazione. «Uso molto i social, quando posso me ne occupo personalmente. Servono a portare avanti le istanze dei territori e a spiegare che non ci limitiamo a scaldare una sedia».
Importante anche la dimensione internazionale, dalle missioni di cooperazione ai rapporti geopolitici. «Le relazioni tra Paesi creano opportunità concrete, anche per le nostre imprese». Nel suo percorso trovano spazio anche le passioni personali, come quella per i motori, ereditata dal padre e oggi tradotta nella presidenza dell'Intergruppo parlamentare sul motorismo storico. «Eventi come la Vernasca Silver Flag rappresentano un indotto importante per il territorio». In chiusura, un pensiero sul senso del ruolo pubblico che esercita: «Sono orgogliosa di quello che sono. Affrontare, e possibilmente risolvere, i problemi dei cittadini mi viene naturale, perché io per prima sono una cittadina».
Murelli ai giovani: «Andate e guardate lontano, poi tornate per cambiare l'Italia»
Quando incontra studenti e studentesse, Murelli insiste su un messaggio preciso: guardare lontano senza recidere il legame con il Paese. «Li sprono a essere curiosi, ad avere entusiasmo e a pensare in grande. Dico sempre: andate all'estero, studiate, lavorate. Poi però tornate e provate ad applicare in Italia ciò che avete imparato. È così che si cambia davvero un Paese». L'entusiasmo dei giovani verso la politica, però, non è scontato. «Dipende molto dagli esempi che diamo e da come la politica viene raccontata. Se passa solo come scontro continuo, è normale che allontani». Per la senatrice, la politica è anche altro: «È dialogo, ascolto, costruzione condivisa. Significa affrontare i problemi insieme, includendo il punto di vista delle nuove generazioni, che spesso hanno uno sguardo più innovativo e concreto».
Da qui l'importanza della comunicazione: «Bisogna spiegare, raccontare il lavoro quotidiano, lo studio dei provvedimenti, il confronto continuo. Anche i social servono a questo: a restituire senso all'impegno politico». In questo quadro si inserisce anche il ruolo di segretario della Presidenza del Senato: «Un incarico che mi consente di essere presente in contesti istituzionali di alto livello e di rafforzare relazioni strategiche per il Paese», comprese occasioni di particolare rilievo simbolico, «come gli incontri con Re Carlo e Re Felipe di Spagna». Tutte le puntate sono on demand sul sito Liberta.it.