Le gru della pace in volo verso Nagasaki: ponte di speranza
Allo Spazio Rotative la chiusura dell’edizione 2026 con i ragazzi delle scuole
Gabriele Faravelli
|19 ore fa

Bastano un foglio di carta e pochi sapienti movimenti per realizzarle, in un batter d’occhio sono pronte per volare con la fantasia e arrivare nelle mani di un bambino che sta dall’altra parte del mondo. Lo hanno fatto che quest’anno le Gru della Pace, compiendo un viaggio che collega idealmente l’Italia con il Giappone costruendo ponti di speranza e di collaborazione tra popolazioni lontane, ma con il cuore mai così vicine.
Telelibertà ci ha raccontato ieri sera dallo Spazio Rotative l’edizione 2026 dell’iniziativa che ha nel fotografo Massimo Bersani l’anima pulsante, colui che la porta avanti dal 2007 e che ancora oggi va nelle scuole a insegnare come si realizzano questi piccoli, ma significativi origami. Piccoli? Non li vede così però Leonardo Mazzari, lo studente di quarta elementare che ha aperto l’evento conclusivo salendo sul palco insieme alla conduttrice Nicoletta Bracchi con una gru enorme, quasi più grande di lui. «Mi ha aiutato mio papà a farla - ha confessato - lasciarla qui? Preferirei tenerla a casa...». Giusto così, se la merita tutta.
L’esibizione dei giovanissimi dell’orchestra Cinque Quarti Manos Blancas, formata da bambini del 2°, 5° e 7° Circolo Didattico guidati dalla direttrice Mariangela Lontani impreziosisce la serata con i brani “Dedicato a te”, “Mari della luna”, “Siyahamba” e “Kora No Mitama Yo”, che parlano di pace che comincia nell’incontro, è armonia con tutto ciò che ci circonda, si costruisce nella comunità e rappresenta uno spazio interiore nel quale crescere. Alla fine c’è un bel regalo per loro, a ciascuno una gru che arriva dalla scuola Shiroyama, fatta dai bambini giapponesi e consegnata direttamente da Bersani che arriva insieme alla moglie Aya Toyoshima.






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