La messa al bar Gatti: «Il lavoro non sgretoli la nostra identità»

La riflessione di don Ponticelli a Gragnano tra i tavolini, voluta da Mcl. «Lavorare 12 ore al giorno nasconde un vuoto interiore»

Elisa Malacalza
Elisa Malacalza
|12 ore fa
La messa al bar di Gragnano
La messa al bar di Gragnano
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C’è qualcosa di sacro in ogni grembiule. E così dal bar Gatti, storico, nato in piazza Verdi a Gragnano nel 1884, di fronte alla chiesa, chi lavora anche il Primo Maggio si affaccia tra i tavolini stringendolo forte, come una divisa di chi garantisce un servizio, non solo un caffè. Arrivano in tanti, pur in mezzo al chiacchiericcio della fermata del pullman, dei bambini che giocano, e si fermano al bar con la maglia dell’Inter per prendere un succo di frutta e due caramelle. Chi vuole pregare arriva in bici, chi aiutandosi con un tutore. Arrivano perché si prega per qualcosa che riguarda tutti, anche chi lavora in casa e non ha pause, chi fa il nonno, chi fa lo zio: il lavoro. A organizzare la messa al bar è l’Mcl, che invita a pregare per chi è senza lavoro, per chi ha perso la vita sul lavoro, e per tutti quelli che lavorano anche nei giorni di festa.