Il celebre artista pop Orlinski a Milano e a Fidenza grazie a due piacentini

Iniziativa resa possibile da Gilda Bojardi di Interni e Luca Bravo di Deodato Arte

Donata Meneghelli
|11 ore fa
Il celebre artista pop Orlinski a Milano e a Fidenza grazie a due piacentini
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Vi è mai capitato di incontrare un animale selvaggio nella giungla urbana? Magari un gorilla, che sembra così diverso da voi, eppure vi assomiglia. Emozione che scuote, presenza che interroga, è il «Wild Kong», scultura di tre metri, in resina rossa: opera iconica del famoso artista internazionale Richard Orlinski, che venerdì era al Fidenza Village per incontrare pubblico e stampa e ‘accompagnare’ la sua creatura selvaggia tra gli spazi del villaggio, affermatosi negli ultimi anni come un percorso espositivo a cielo aperto di arte contemporanea.
Il Kong è arrivato da Milano dove aveva ‘abitato’ per dieci giorni nel Cortile d’Onore dell’Università Statale, punto nevralgico del FuoriSalone per la Milano Design Week dedicato quest’anno al tema «Materiae». Il FuoriSalone, come è noto ai piacentini, venne ideato dalla ‘nostra’ Gilda Bojardi in qualità di direttrice di «Interni», la più importante rivista di design italiana, edita da Mondadori. Da allora è diventato ancor più frequentato del Salone del Mobile alla fiera a Rho, perché non coinvolge solo addetti ai lavori, ma tutti. E ’invade’ gli spazi urbani, attorno al distretto di Brera.  Portare l’arte fuori dagli spazi tradizionali è una delle mission di questo artista, orgogliosamente ‘pop’. 
«Per me è molto significativo mettere la mia arte a disposizione, gratuitamente», ci racconta Orlinski, a cui mostriamo il nostro giornale «Libertà» e lui subito coglie l’occasione di parlarci di «freedom nella fruizione artistica»: «Quando vedo bambini, persone, che sorridono di fronte ad una mia opera, mi rendo conto di dare un’emozione positiva, il che è fondamentale in questo momento storico così complesso. Diffondere l’arte ovunque tu viva, ovunque tu ti trovi, questo significa portare ‘il museo’ al pubblico. E il Fidenza Village è un luogo ideale per questo». Orlinski spende poi parole generose per il curatore dell’esposizione Luca Bravo che lavora per la Deodato Arte di Milano (a Palazzo Lucca a Fiorenzuola ha portato opere di Banksy e Koons, così come a Palazzo Tarasconi a Parma), definendolo «pieno di energia e di good vibes». L’artista ci spiega poi il suo concept del Wild Born (nascere selvaggi), in un contesto, quello odierno, che ci vuole sempre più distanti da noi stessi. 
«L’animale selvaggio a volte uccide, ma non lo fa per scelta e quindi non è una colpa, lo fa per nutrirsi, per necessità, perché è nella sua natura. Gli animali servono a ricordarci chi siamo». Le opere di Orlinski – dal coccodrillo che fu la sua prima creazione, al lupo, dallo squalo al leone, passando per il t-rex, l’hippo e il bear - esplorano la tensione tra istinto e coscienza, forza e consapevolezza, divenendo simboli universale per riflettere sul rapporto tra spirito umano e materialità animale. «Wild Kong - ci spiega- riflette la dualità della natura umana contemporanea: la nostra capacità di potere e resilienza, ma anche di vulnerabilità e compassione. In un mondo che a volte può sembrare duro, ci ricorda che la vera forza include la capacità di accogliere le emozioni». La bocca aperta del Wild Kong assomiglia persino ad un sorriso. Vedere per credere. Al Village fino al 31 ottobre.