Franco Molinari: prete, prof e appassionato giornalista

Ordinato sacerdote 75 anni fa è morto nel 1991. Su Libertà tenne una rubrica settimanale intitolata “All’ombra del Duomo”

Redazione
|2 ore fa
Don Franco Molinari fra i suoi libri
Don Franco Molinari fra i suoi libri
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di Marco Cavallari
Si può essere giornalisti facendo ogni giorno il prete. E si può diventare storico dopo essere stato un giovane desideroso di fare il giornalista. Si può essere giornalisti anche senza aver fatto l’inviato o il direttore, senza aver intervistato grandi personaggi.
Nella vita di don Franco Molinari, di cui quest’anno sono 35 anni dalla morte nel 1991 e 75 dall’ordinazione nel 1951, si sono intrecciati il sacerdozio, la ricerca storica, il rapporto con gli studenti, la cattedra universitaria, lo scrivere libri.
Ma il giornalismo è stato centrale. Infatti, quando scriveva, aveva in sé idee considerate pilastri della comunicazione giornalistica. Principi come “per chi scrive è difficile essere facili”. O “ragionare con immagini per essere sempre chiaro e semplice”. Perché “chi scrive difficile è nemico del popolo”. Meglio “scrivere per i molti e non per i pochi”. O anche il principio che “se si fa un titolo serio, la gente crede che l’articolo sia una barba e nessuno lo legge”. Bisogna “colpire allo stomaco il lettore”. Serve “tempismo”, ossia sensibilità di “cogliere le esigenze culturali e religiose” del momento.
Principi che, raccolti da Fausto Fiorentini in un libro (editrice Berti), mostrano come don Molinari avesse capito le regole valide non solo nei giornali, ma anche in volumi divulgativi: di cui diventò specialista nazionale e senza ritenere i divulgatori inferiori agli storici ufficiali.