Marzio Cimmino: «Nel mio romanzo l'esistenza come un mosaico di cose belle che risplendono anche nell'avvicinarsi al suo epilogo»
Il medico e scrittore parla di "Caleidoscopio della vita - una storia, tante storie"
Redazione
|21 ore fa

L'autore Marzio Cimmino
Un inno alla vita, suonato e cantato nel momento più drammatico, quello dell’avvicinarsi inesorabile della morte. La vita che ha un “equilibrio fragile” ma, proprio nel suo epilogo, emerge potentissima come un mosaico composto da tanti piccoli tasselli, diversi per forma, colori e dimensioni. Tutto questo è l’ultimo romanzo di Marzio Cimmino, medico di professione - specializzato in ortopedia e traumatologia - dal lontano 1978, ma negli ultimi anni affermatosi nel mondo letterario. «Dopo una vita dedicata a lavoro e famiglia, ho guadagnato tempo e l’ho investito iniziando a scrivere, per essere testimone del nostro tempo», racconta subito.
Una premessa essenziale per introdurre la figura del protagonista, Alex, un brillante architetto italiano a capo di un’impresa internazionale con sede in Scozia che, all’apice della carriera e di un’esistenza frenetica, riceve improvvisamente la diagnosi di un tumore incurabile. Da quel giorno, affidandosi ad una ristretta cerchia di amici, decide di “fermarsi” e, come in un lungo addio, rivivere amori, emozioni e avventure che negli anni lo hanno accompagnato.
Una premessa essenziale per introdurre la figura del protagonista, Alex, un brillante architetto italiano a capo di un’impresa internazionale con sede in Scozia che, all’apice della carriera e di un’esistenza frenetica, riceve improvvisamente la diagnosi di un tumore incurabile. Da quel giorno, affidandosi ad una ristretta cerchia di amici, decide di “fermarsi” e, come in un lungo addio, rivivere amori, emozioni e avventure che negli anni lo hanno accompagnato.

Cimmino, partiamo proprio dal titolo, “Caleidoscopio della vita”, che è la perfetta sintesi della storia di Alex...
«Sì, un titolo fortemente voluto e studiato, perché l’idea sinottica del romanzo è quella di raffigurare la vita del protagonista come un mosaico, caratterizzato da tanti pezzi diversi per forma, colori e dimensioni. Parti di esistenza fatte di immagini, storie, paesaggi, musica, che riaffiorano tutte insieme nel momento dell’epilogo».
La morte ineluttabile, infatti, fa da sfondo all’intera trama. Eppure la vita e l’amore alla fine sembrano prevalere...
«Quella di ‘Caleidoscopio’, in effetti, è una storia di vita, di amicizia e d’amore. Con l'aiuto dei suoi amici di sempre (che gli organizzano una grande festa di commiato in un castello nel sud della Scozia, di fronte all’isola di Man, ndr), Alex ritrova tutte le donne che ha amato e lo hanno amato. E, proprio grazie a questi incontri, al dialogo e al confronto, prende consapevolezza di quella ricchezza interiore che consente a ognuno di noi di lasciare un segno che va oltre la morte».
«Quella di ‘Caleidoscopio’, in effetti, è una storia di vita, di amicizia e d’amore. Con l'aiuto dei suoi amici di sempre (che gli organizzano una grande festa di commiato in un castello nel sud della Scozia, di fronte all’isola di Man, ndr), Alex ritrova tutte le donne che ha amato e lo hanno amato. E, proprio grazie a questi incontri, al dialogo e al confronto, prende consapevolezza di quella ricchezza interiore che consente a ognuno di noi di lasciare un segno che va oltre la morte».
Come mai ha scelto di rendere protagoniste allo stesso modo tante figure femminili così diverse fra loro?
«Certamente tutte le donne che compaiono nel libro sono un tassello essenziale del mosaico, perché risvegliano nel protagonista ricordi, emozioni e rimpianti. E gli danno la forza per recuperare la dignità, pur nello stato ormai avanzato della malattia. A cominciare dal primo amore, fino ad arrivare all’ultima storia vissuta, che riserverà ad Alex il sentimento e il colpo di scena più grande e inaspettato. Ogni donna è accompagnata da una colonna sonora, che contribuisce a formare un caleidoscopio di note e parole».
«Certamente tutte le donne che compaiono nel libro sono un tassello essenziale del mosaico, perché risvegliano nel protagonista ricordi, emozioni e rimpianti. E gli danno la forza per recuperare la dignità, pur nello stato ormai avanzato della malattia. A cominciare dal primo amore, fino ad arrivare all’ultima storia vissuta, che riserverà ad Alex il sentimento e il colpo di scena più grande e inaspettato. Ogni donna è accompagnata da una colonna sonora, che contribuisce a formare un caleidoscopio di note e parole».

Un altro fil rouge fondamentale del romanzo è la musica. Un aspetto autobiografico?
«Sì, personalmente amo la musica e la amo soprattutto per il suo linguaggio universale. Se ci pensa, le chiavi musicali e il pentagramma sono riconosciuti in tutto il mondo. Chi non sa la lingua, può comunicare attraverso le note».
«Sì, personalmente amo la musica e la amo soprattutto per il suo linguaggio universale. Se ci pensa, le chiavi musicali e il pentagramma sono riconosciuti in tutto il mondo. Chi non sa la lingua, può comunicare attraverso le note».
Un momento molto intenso del romanzo è rappresentato dalla diagnosi del tumore, che viene data al protagonista da un amico medico con grande sensibilità e umanità. Anche qui c’è un lato autobiografico?
«Devo dire che non amo parlare di me nei miei libri, quindi non lo definirei un momento autobiografico, ma piuttosto una narrazione frutto dell’esperienza di anni di lavoro. Sono situazioni che purtroppo ho visto e, qualche volta, mi sono capitate in prima persona. Ritengo importante che la sensibilità nel comunicare la malattia venga trasmessa anche all’interno di un romanzo».
«Devo dire che non amo parlare di me nei miei libri, quindi non lo definirei un momento autobiografico, ma piuttosto una narrazione frutto dell’esperienza di anni di lavoro. Sono situazioni che purtroppo ho visto e, qualche volta, mi sono capitate in prima persona. Ritengo importante che la sensibilità nel comunicare la malattia venga trasmessa anche all’interno di un romanzo».
Come mai l’ambientazione scozzese?
«E’ un Paese che ho visitato più volte e dove, tra l’altro, hanno studiato i miei figli. Un Paese molto interessante, con paesaggi incantevoli, che suscitano in me un ricordo affettivo. Mi riferisco in particolare al mare, luogo dove si svolge l’epilogo della trama».
MARCO CASTELLI
«E’ un Paese che ho visitato più volte e dove, tra l’altro, hanno studiato i miei figli. Un Paese molto interessante, con paesaggi incantevoli, che suscitano in me un ricordo affettivo. Mi riferisco in particolare al mare, luogo dove si svolge l’epilogo della trama».
MARCO CASTELLI

