Castell'Arquato, il tesoro nascosto della Collegiata: le musiche del giovane Monteverdi
Un patrimonio che torna alla luce con il concerto “Quam pulchra es” in programma venerdì 2 ottobre alle 21
Federica Duani
|18 ore fa

Da sinistra: Gian Andrea Guerra, direttore artistico Antichi Organi; il maestro Gianluca Feccia; Mario Magnelli della Fondazione, don Paolo Chiapparoli e Marcello Merli, Private Banker Mediolanum
L’archivio musicale della Collegiata di Santa Maria Assunta di Castell'Arquato si rivela dischiudendo uno scrigno di brani preziosi. Pagine con un’età anagrafica di quasi 450 anni, ma impregnate dalla penna felice di un quindicenne Claudio Monteverdi. Il cremonese “padre del melodramma”, nel 1582, compose la raccolta “Sacræ cantiunculæ tribus vocibus”, custodite nell’archivio arquatese. Un patrimonio tanto inestimabile quando poco conosciuto. «Ciò che è in quell’armadio merita di essere valorizzato – dice don Paolo Chiapparoli, parroco di Castell’Arquato – . Ora accade grazie a persone che hanno la sensibilità per farlo». Venerdì 2 ottobre, alle 21, la Collegiata ospiterà il concerto (a ingresso libero) “Quam pulchra es”, dedicato alle musiche di Monteverdi, Tarquinio Merula e Biagio Marini. L’evento, promosso dalla Parrocchia di Castell'Arquato con la collaborazione del maestro Gianluca Feccia, dell’associazione Centro Artistico Musicale San Lorenzo e dell’associazione Banda Larga, si inserisce nella rassegna “Antichi Organi”.

