Costituente e 80esimo del voto alle donne, l'oggi secondo Michela Ponzani
Incontro della storica al Laboratorio aperto dell’ex chiesa del Carmine nell’ambito della rassegna del Comune «La generazione Z tra passato e presente»
Elisabetta Paraboschi
|11 ore fa

«Quando si parla di reale parità, credo ci sia ancora molto da fare nell’applicazione del testo costituzionale». «La maternità? Ancora oggi più che un diritto sembra una concessione». E ancora: «Non solo se fai politica, ma se fai qualunque cosa se sei donna sei ancora obbligata a scegliere fra carriera e famiglia».
La storica Michela Ponzani fotografa l’oggi parlando non solo del passato ma anche del presente: l’occasione la offre l’incontro che si è svolto al Laboratorio aperto dell’ex chiesa del Carmine nell’ambito della rassegna del Comune «La generazione Z tra passato e presente».
La storica interviene - sollecitata dalle domande del giornalista Mauro Molinaroli e di due studentesse del liceo Gioia e giornaliste dell’Acuto - parlando della Costituente e dell’80esimo del voto alle donne. Ad anticiparla la breve ma intensa pièce teatrale di Carolina Migli e Filippo Arcelloni e il saluto della sindaca Katia Tarasconi: ad ascoltare Ponzani oggi sono in primis gli studenti, ma anche le consigliere comunali e le assessore che negli ultimi decenni hanno scritto una pagina importante della politica piacentina. La storica parte dalle elezioni amministrative che nel marzo 1946 furono il primo appuntamento che vide le donne votare: «Quello fu veramente il momento in cui le donne si ripresero la storia e divennero cittadine a pieno diritto, non più suddite - spiega Ponzani - certo la storia non fa mai dei salti e quindi ci furono delle ritrosie nel voler concedere e assicurare alle donne un pieno ruolo nelle amministrazioni: ma le donne questo ruolo se lo presero lo stesso perché avevano combattuto nella guerra di liberazione, avevano patito e sofferto forse più degli uomini e quindi era loro pieno diritto acquisire il voto e poi tutti gli altri diritti».
Guardando all’oggi, la storica sottolinea che «c'è una grande sofferenza rispetto ad alcuni diritti che ancora vengono costantemente rimessi in discussione». «Tuttavia - fa notare Ponzani - io vedo delle giovani donne preparate, attente, studiose che hanno voglia di conoscere il mondo, che studiano e lavorano, si impegnano soprattutto nel volontariato e questo secondo me fa una grande differenza in termini di responsabilità. I giovani non sono quelli che vengono descritti costantemente da una politica poco attenta che tende anche a dimenticarsi di loro».





