«Tre mesi a chi?» Il mito delle ferie spiegato dai prof dei licei piacentini
Tra commissioni d’esame, corsi di recupero, aggiornamenti e Ptof: perché la vacanza infinita della scuola è soltanto un luogo comune

Paola Brianti
|8 ore fa

Il liceo Gioia
Se c’è una favola metropolitana dura a morire, è quella che vede i professori sparire dai radar dal 10 giugno per riemergere a settembre inoltrato. “Beato te che hai tre mesi di vacanza”: l’insegnante incassa il luogo comune e fa mentalmente il calcolo delle griglie di valutazione che lo attendono a casa. La realtà raccontata da chi sta dietro la cattedra ha un altro ritmo: una corsa a ostacoli tra commissioni d’esame a 38 gradi, l’ansia da prestazione per gli algoritmi del ministero e la caccia alla rete in Valtrebbia per non perdersi una mail decisiva. Perché la scuola non chiude mai del tutto: le segreterie sono attive fino a Ferragosto con i dirigenti e i collaboratori, a turno sempre presenti.
Tra afa e maturandi
E allora iniziamo da giugno, quando la campanella dell’ultimo giorno suona: per gli studenti inizia la libertà, per i prof scatta la maratona.
Gli articoli più letti della settimana
1.
L’addio degli amici a Deborah: «La sua voce illuminava i volti»
2.
Malore dopo il turno di lavoro a Ovs di Pontenure, muore il rugbista Giovanni Franchi
3.
Compra un camper con un assegno falso da 48mila euro, 26enne nei guai
4.
Arresto cardiaco al deposito Ovs di Pontenure, 45enne muore dopo essere stato colpito da malore

