Scuola dell’infanzia, la metà è immigrato: «Ma nessun ghetto»
La scuola fotografa la società che cambia. Da tre a sei anni sono 663 i non italiani su 1.420. Dadati: «Da noi sistema all’avanguardia»
Filippo Lezoli
|12 ore fa

Gli iscritti alle scuole dell’infanzia sono 2.159 (alle statali 1.450, alle paritarie 709); l’11,1% del totale
Non è italiano quasi il 50% dei bambini iscritti nel Comune di Piacenza alle scuole dell’infanzia statali, quindi da 3 a 6 anni. Precisamente: su un totale di 1.420 bimbi, sono stranieri 663 contro 787 italiani, una percentuale del 46%. È un dato, quello che emerge dai dati statistici relativi all’anno scolastico 2025-2026 elaborati dagli uffici del Comune di Piacenza, che evoca la struttura del futuro prossimo della nostra società, già oggi in via di profonda trasformazione.
È il 2° Circolo, con 189 bimbi non italiani su 244, ad avere la più alta percentuale di stranieri (con il melting pot più rilevante nella scuola Alberoni dove si contano 93 stranieri su 109, mentre sono 64 su 88 al Mazzini). I Paesi del mondo sono ben rappresentati anche alla Taverna, in questo caso 3° Circolo, dove la quota straniera nella scuola dell’infanzia è di 45 bambini sul totale di 63. Si tratta di numeri che, benché riducendosi aumentando l’età degli alunni, si conservano alti alle primarie statali, vale a dire le scuole elementari. Qui i bambini stranieri sono complessivamente 1.751 su 4.289. Qualche esempio: all’Alberoni sono 187 i ragazzi stranieri su 221; sono 129 su 218 al Mazzini.
Differenti i valori delle scuole secondarie di primo e secondo grado, quindi medie e superiori, dove la percentuale di cittadini stranieri si assottiglia in modo sensibile, diventando residuale in alcuni istituti, restando invece più importante in altri.


