Gradimento dei sindaci, Tarasconi al 52,5%. Perde trentacinque posizioni

Classifica del Sole 24 Ore. Il confronto con l'indice di gradimento al giorno dell'elezione. Rispetto allo scorso anno perde il 4,5%

Redazione Online
|10 ore fa
Gradimento dei sindaci, Tarasconi al 52,5%. Perde trentacinque posizioni
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L'indice di gradimento del sindaco di Piacenza, Katia Tarasconi, è pressoché stabile se confrontato con quello del giorno della sua elezione. Ad oggi fa segnare un 52,5%, che si discosta di un -1% dal dato del 2022.
E' quanto emerge dall'indagine pubblicata dal Il Sole 24 Ore sui primi cittadini delle città capoluogo italiane. Rispetto a una analoga indagine dello scorso anno, sempre ad opera del quotidiano economico e nella quale aveva toccato il 57%, Tarasconi ha perso 4,5 punti percentuali. 
Un gradimento, quello odierno, che colloca Tarasconi a metà di una classifica guidata dalla sindaca di Firenze, Sara Funaro del centrosinistra, con il 66% (+5,4%) seguita da Marco Fioravanti (centrodestra), primo cittadino di Ascoli Piceno, che dal 73,9% del 2024 ha perso l'8,9% scendendo al 65%. Fanalini di coda Damiano Tommasi (centrosinistra) di Verona con il 46% e Giacomo Tranchida (centrosinistra) di Trapani sceso al 38% di gradimento.
Per quanto riguarda le città confinanti, Parma si piazza in settima posizione con Michele Guerra (centrosinistra) al 60%, comunque in calo del 66,2% del 2022; Lodi in 54esima posizione (come Piacenza) con il sindaco Andrea Furegato (centrosinistra) sceso al 52,5% dal 59,1 del 2022; Cremona in 79esima posizione di classifica con Leonardo Virgilio (centrosinistra) in calo dell'1,9% al 48,5%.
Il gradimento dei governatori di Regione
L'indagine si estende anche ai governatori di Regione. A far meglio di tutti è Antonio Decaro (centrosinistra) presidente della Puglia, con il 66% in crescita di due punti percentuali rispetto all'elezione del 2025. Perde il 4,8% di gradimento Michele de Pascale, governatore dell'Emilia Romagna, scivolato al 52%. La performance migliore è quella fatta registrare da Renato Schifani (centrodestra) presidente della Sicilia, che con un balzo del 13,9% tocca il 56%; la peggiore è di Francesco Roberti (centrodestra) del Molise, precipitato di 20,2 punti percentuali.