«Aprire a difesa comune e includere i Balcani» La ricetta del ministro Foti

Ospite ieri in Cattolica per l’incontro “Ripensare l’Europa”. E aggiunge: l’indipendenza energetica tema cruciale

Pier Paolo Tassi
|11 ore fa
Convegno Ripensare l'Europa all'Università Cattolica
Convegno Ripensare l'Europa all'Università Cattolica
1 MIN DI LETTURA
Sfide e tensioni globali chiamano l’Europa alla prova del “nove”. Riuscirà cioè il Vecchio Continente a rinnovarsi per non perdere prestigio sullo scacchiere internazionale e al contempo mantenere intatti qui valori fondanti che hanno costituito le premesse del processo di integrazione sovranazionale?
Se ne è parlato ieri all’Università Cattolica di Piacenza che, nel giorno in cui si festeggia l’anniversario della celebre dichiarazione Schuman del 1950, ha visto tra i protagonisti dell’incontro “Ripensare l’Europa”, il ministro agli affari europei Tommaso Foti e il giudice Francesco Bestagno (Tribunale dell’Unione Europea), moderati da Alessandro Candido, presidente dell’associazione ex studenti del collegio Sant’Isidoro. «Il tema non è se ci sia un futuro per l’Europa. Piuttosto, quale futuro vogliamo», premette il ministro. E prosegue: «Dobbiamo prendere atto di come scenari sotto gli occhi di tutti, in cui è entrato in crisi il diritto internazionale, abbiano innescato turbolenze anche economiche che, dovesse proseguire la guerra in Iran altri 2-3 mesi, rischiano di portare a una crisi come quella del 2008». Perciò – prosegue – «dobbiamo attrezzarci. Anzitutto dal punto di vista energetico».