«Alley Oop, il Comune risponda con i fatti e non con gli avvocati»
Il centrodestra critica la denuncia per diffamazione presentata dall'amministrazione contro il presidente dell'associazione e alcuni cittadini: «Si scoraggia il dissenso, l'Avvocatura va usata per tutelare l'ente, non contro chi critica»
Redazione Online
|4 ore fa

Una passata edizione dell'Alley Oop all'Arena Daturi
La querela per diffamazione aggravata presentata dal Comune nei confronti del presidente di Alley Oop, Marcello Casaroli, e di alcuni cittadini che hanno commentato la vicenda sui social, accende anche lo scontro politico. Dopo la decisione dell'amministrazione Tarasconi di rivolgersi all'autorità giudiziaria, intervengono i gruppi consiliari di Fratelli d'Italia, Lega e della lista civica Barbieri-Trespidi, che parlano di una scelta destinata ad andare ben oltre il caso specifico del festival.
La vicenda nasce dalla mancata concessione dell'Arena Daturi per l'edizione 2026 di Alley Oop. Agli organizzatori era stato comunicato che l'impianto sarebbe rimasto indisponibile per tutto l'anno a causa del cantiere in corso, ma la polemica è esplosa quando il Comune ha autorizzato nello stesso spazio la festa per i cinquant'anni di Radio Sound, in programma a fine agosto. Da quel momento sui social si sono moltiplicati commenti e accuse nei confronti dell'amministrazione. Proprio alcuni di quei contenuti, ritenuti lesivi dell'onore e della reputazione del Comune e della sindaca Katia Tarasconi, hanno portato alla denuncia per diffamazione aggravata.
Le forze di opposizione ricordano di aver già espresso la propria posizione sulla vicenda, sostenendo di aver sempre basato le proprie critiche su documenti e atti amministrativi. «L'amministrazione - affermano - non ha mai fornito risposte puntuali alle questioni sollevate. Auspichiamo quindi che il procedimento giudiziario consenta di approfondire tutta la documentazione e di fare piena luce su ogni aspetto della vicenda».
Secondo il centrodestra, se la giunta può scegliere di non rispondere alle interrogazioni e alle critiche delle minoranze, davanti all'autorità giudiziaria ogni elemento dovrà invece essere esaminato e chiarito.
Nel mirino dell'opposizione finisce anche il ricorso all'Avvocatura comunale. FdI, Lega e Barbieri-Trespidi ricordano le polemiche degli anni scorsi sull'affidamento di incarichi legali esterni e osservano che oggi «scopriamo che l'Avvocatura esiste eccome». Una struttura che, secondo il centrodestra, viene però utilizzata «quando si tratta di agire contro cittadini, associazioni o chiunque osi criticare l'operato della Giunta».
Per le opposizioni non si tratterebbe di un episodio isolato, ma di «un metodo». Vengono richiamate le polemiche sulle accuse rivolte alle minoranze di essere «ai limiti della querela», la vicenda di Piazza Cittadella - quando il Comune decise di affiancarsi a Piacenza Parcheggi nel contenzioso con alcuni cittadini - e altri dossier amministrativi, come il Piano economico finanziario dei rifiuti e la gestione della sosta, che secondo il centrodestra hanno sollevato rilievi e contenziosi.
«L'Avvocatura comunale - concludono FdI, Lega e Barbieri-Trespidi - dovrebbe essere utilizzata innanzitutto per prevenire errori amministrativi e tutelare l'interesse pubblico, non per dare ai cittadini l'impressione che ogni critica venga accolta con una querela. Una democrazia matura vive di confronto, anche duro: un'amministrazione forte risponde con i fatti e con gli argomenti, non con il ricorso sistematico alle aule di tribunale».
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