Otto pannelli sulla strage a Vezimo, museo diffuso
Con il ricavato dei diritti d'autore di Elisa Malacalza, autrice del libro "Volevamo solo ballare", sarà realizzato un percorso sulla memoria del borgo della Valboreca
Thomas Trenchi
|2 ore fa

Il rendering di una delle otto installazioni - © Libertà/Menzani e Ponticelli
Una storia da non dimenticare. E così non sarà. Otto pannelli informativi racconteranno presto la strage di Vezimo del 1944, quando un raid aereo degli Alleati, il cosiddetto Pippo, provocò trentatré morti e oltre cinquanta feriti nel piccolo paese della montagna, colpendo soprattutto giovani e giovanissimi. Il progetto nascerà grazie ai diritti d’autore del libro "Volevamo solo ballare" della giornalista Elisa Malacalza, caposervizio di Libertà, che ha deciso di devolverli alla comunità della Valboreca.

L’idea, corredata da rendering e disegni grafici che mostrano i pannelli evocativi con le fotografie di Marco Ridella, previsti nella frazione del comune di Zerba, è stata illustrata ieri a Spazio Too, in via XXIV Maggio, nel corso della presentazione del libro di Malacalza, scritto con Alice Lombardelli e lo stesso Ridella, le cui famiglie hanno vissuto direttamente l’orrore della strage.
Insieme, anche il volume "La montagna mia non muore" della scrittrice e insegnante Martina Picca, presente all’incontro. Un’occasione pubblica preziosa, un talk sul futuro dell’Appennino.
Il progetto dei pannelli informativi, elaborato tecnicamente da Giovanni Menzani e Alessandro Ponticelli, sarà approfondito anche nel consiglio comunale di Zerba. Ieri, non a caso, anche il sindaco Giovanni Razzari ha seguito l’illustrazione in città, con l’impegno ora di dare forma amministrativa all’installazione dei tabelloni in Valboreca, a Vezimo, luogo dove «si dice splenda sempre il sole», come si legge su uno dei pannelli. «Questo è però anche il paese che ha pagato un enorme tributo di sangue alla follia dell’uomo. Certe vite, in montagna, sembrano valere meno agli occhi della pianura, se non c’è qualcuno che si faccia testimone del ricordo, e se non costruiamo insieme memoria condivisa».

Leggi anche

