Marciapiedi occupati da bici e monopattini: «Manca sensibilità»

Il problema è particolarmente sentito da chi ha problemi di deambulazione, da chi è costretto a muoversi in carrozzina, e da ipovedenti e ciechi

Elisabetta Paraboschi
|11 giorni fa
Marciapiedi occupati da bici e monopattini: «Manca sensibilità»
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In via Sant’Antonino il marciapiede vicino alla sede centrale delle Poste è invaso di biciclette. Un uomo in carrozzina vorrebbe passare: è impossibile, deve per forza spostarsi sulla strada e sta arrivando un autobus che si ferma. È una scena di ordinaria amministrazione, ma non avviene solo lì. In via Abbondanza, all’incrocio con via Benedettine, ci sono altre due biciclette legate accuratamente a un palo della segnaletica stradale e una terza dietro.
In via Roma qualcuno ha posteggiato quattro monopattini elettrici fra il muro del convento e le auto in sosta. E un’altra bicicletta a noleggio è stata abbandonata poco più indietro. Anche chi non ha problemi di deambulazione e non ha bambini piccoli è costretto a spostarsi in strada. Ma chi invece li ha?
«È un problema di sensibilità - spiega Miriam Stefanoni, garante dei diritti delle persone con disabilità - a volte manca il buon senso: chi posteggia qualsiasi mezzo su un marciapiede dovrebbe mettersi nei panni di chi ha un problema: il fatto è che non ci pensi se non sei tu ad avere il problema».
PER L’UNIONE CIECHI LA RESPONSABILITÀ «È DEI CITTADINI»
La questione delle bici e dei monopattini parcheggiati (o spesso abbandonati) sui marciapiedi è stata segnalata anche dall’Unione Ciechi e Ipovedenti di Piacenza: a guidarla è Filippo Siciliano ed è lui a sottolineare che «purtroppo si tratta di un problema che va avanti da diverso tempo». «Personalmente quando mi succede di imbattermi in biciclette o veicoli parcheggiati sul marciapiede mi dà fastidio perché mi tocca transitare sulla strada ed è un rischio - sottolinea - come Unione Ciechi lo abbiamo fatto presente al Comune: poi è chiaro che la responsabilità principale ce l’hanno i cittadini».
GALVANI: «ZONE IN CUI PASSARE SUL MARCIAPIEDE È UN DRAMMA»
Concorde è anche Bruno Galvani, per tanti anni volto noto dell’Anmil Piacenza e nazionale e da sempre impegnato per i diritti delle persone con disabilità: «Ci sono zone in cui passare sul marciapiede è un dramma - fa presente - un esempio? Via Sant’Antonino vicino alle poste, ma in generale in tutto il centro la situazione è più o meno la stessa: la nostra è una città ad ostacoli e manca la sensibilità».