Le lettere dimenticate dei piacentini "schiavi di Hitler": «Quegli scritti devono tornare ai familiari»

Il ricercatore Pasquale Alessandro Campo sta restituendo le missive degli internati militari italiani deportati nei lager nazisti. Oggi su "Libertà" l’elenco dei piacentini le cui lettere potrebbero finalmente tornare ai familiari

Elisa Malacalza
Elisa Malacalza
|11 ore fa
Un passo di una delle lettere dell'archivio di Pasquale Alessandro Campo: a scrivere sono piacentini
Un passo di una delle lettere dell'archivio di Pasquale Alessandro Campo: a scrivere sono piacentini
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«Sono stanco, ma non tremo più». È una delle frasi scritte dai soldati piacentini internati nei lager nazisti dopo l’8 settembre 1943. Lettere e cartoline mai arrivate a destinazione, oggi recuperate dal ricercatore Pasquale Alessandro Campo, che da anni lavora per restituirle alle famiglie.
«Sono storie interrotte dalla guerra e rimaste in silenzio troppo a lungo» spiega Campo, autore di studi sugli internati militari italiani. Attraverso il progetto “La posta torna a casa” e la Banca dati degli internati militari italiani, ha già raccolto circa 40mila nominativi.
Secondo le ricerche dell’Istituto di storia contemporanea di Piacenza (Isrec), gli internati piacentini furono circa 5.846: giovani deportati nei campi del Terzo Reich perché rifiutarono di aderire alla Repubblica sociale italiana o di collaborare con i nazisti. Almeno 135 morirono durante la prigionia.
Campo cerca ora i discendenti dei piacentini autori delle lettere. «Non voglio donarle agli archivi: credo che quei ragazzi avrebbero voluto farle arrivare a casa».
Oggi su Libertà si può trovare l’elenco completo con i nomi dei piacentini le cui lettere potrebbero finalmente tornare ai familiari, a oltre ottant’anni di distanza.