Il Femme Fest apre con l'attenzione alla disabilità femminile
Dal 10 al 13 settembre la nuova edizione del Femme Fest. Spazio4, Coop Infrangibile, Rathaus e BookBank ospiteranno il festival che intreccia musica, cultura, attivismo e partecipazione
Redazione Online
|2 ore fa

Una passata edizione del Femme Fest
Quattro giorni per ascoltare, confrontarsi, creare connessioni e immaginare nuove possibilità di racconto e di partecipazione.
Dal 10 al 13 settembre diverse location piacentine si accenderanno per dare vita ad una nuova edizione del Femme Fest. Spazio4, Coop Infrangibile, Rathaus e BookBank ospiteranno il festival piacentino che intreccia musica, cultura, attivismo e partecipazione, dando voce a prospettive femministe, transfemministe e intersezionali attraverso incontri, concerti, laboratori e momenti di comunità.
Più che una semplice rassegna culturale, Femme Fest si propone come uno spazio di dialogo e riflessione collettiva, capace di affrontare temi spesso marginalizzati nel dibattito pubblico: dalla rappresentazione delle donne con disabilità e neurodivergenze al lavoro femminile, dall'educazione sessuale all'editoria indipendente come strumento di resistenza culturale.
Quattro location per la nuova edizione
Come anticipato l’edizione numero cinque sarà itinerante per coprire un lunghissimo fine settimana piacentino che partirà già da giovedì 10 settembre. Qui di seguito tutte i giorni e le location del festival.
Giovedì 10 settembre: rompere il silenzio sui corpi invisibili
L'apertura del festival è affidata alla Coop Infrangibile con il talk "Corpi dimenticati: donne con disabilità e neurodivergenze nella società odierna", in programma alle ore 19 con Alice Tampalini e Sofia Gottardi.
L'incontro affronta una realtà ancora troppo poco raccontata: quella delle donne che vivono una doppia marginalizzazione, legata sia al genere sia alla condizione di disabilità o neurodivergenza. Attraverso testimonianze ed esperienze dirette, il dialogo metterà al centro il tema della rappresentazione e della visibilità, interrogandosi sul ruolo dei media, della cultura e dello spettacolo nel perpetuare o contrastare l'invisibilità di intere comunità.
La serata proseguirà alle 21.30 con il live di Yung Paninaru e Anafem, protagonisti di una proposta musicale che unisce ricerca artistica, identità e impegno sociale.
Venerdì 11 settembre: lavoro, creatività e riconoscimento
La seconda giornata si sposta a Spazio4 con il talk delle 18 "Tra impresa e creatività: uno sguardo di genere per valorizzare e raccontare il mondo del lavoro femminile".
Insieme a Letizia Chiappini, Jacopo Veneziani ed Ella Marciello, il pubblico sarà invitato a riflettere sulle dinamiche che ancora oggi influenzano la visibilità delle donne nel mondo del lavoro, dell'impresa e della produzione culturale. Un confronto che punta a evidenziare come il talento e le competenze non siano sempre accompagnati da pari opportunità di riconoscimento e rappresentazione.
Alle 21 il festival lascia spazio alla musica con le esibizioni di Emylia ndME, Six Impossible Things e il DJ set di Eva Poles, in una serata che unisce sonorità differenti e percorsi artistici capaci di dialogare con i temi del festival.
Sabato 12 settembre: una città in movimento
La giornata di sabato porta il festival fuori dai suoi confini tradizionali e coinvolge diversi luoghi della città.
Dalle 10 alle 14 il Rathaus ospiterà un momento conviviale tra brunch e soft clubbing accompagnato dal DJ set di Dj Sofficino, insieme al laboratorio creativo dedicato alla realizzazione delle bandierine Femme Fest che accompagneranno la biciclettata collettiva prevista nel pomeriggio in collaborazione con la Ciclofficina Pignone di Spazio4.
Alle 14 partirà infatti una pedalata cittadina accompagnata dal Coro Infrangibile, con una prima tappa presso BookBank. Qui, dalle 15.00 alle 17.00, la compagnia teatrale Kabukista proporrà letture e interpretazioni teatrali a tema femminista, prima della ripartenza verso Spazio4.
Alle 18 il programma riprenderà in via Manzoni 21, con il talk "Sessualità e percezione: un dialogo di genere senza tabù", che vedrà la partecipazione di Gabriele Facchini, Fabiana Rosa, Francesco Ferreri e Italy Need Sex Education. L'incontro affronterà temi centrali come consenso, comunicazione, piacere ed educazione sessuale, cercando di superare stereotipi e semplificazioni attraverso un confronto aperto tra diverse prospettive ed esperienze.
La serata musicale, dalle 21, vedrà alternarsi sul palco Sal Rinella, SNÜFF, The Loyal Cheaters e Los Fastidios, offrendo un cartellone capace di spaziare tra differenti linguaggi e generazioni musicali.
Domenica 13 settembre: il potere delle parole e delle immagini
L'ultima giornata del festival sarà interamente dedicata all'editoria indipendente e alla produzione artistica dal basso.
Dalle 11 alle 21 Spazio4 ospiterà un'area espositiva con case editrici indipendenti provenienti da tutta Italia e uno spazio dedicato a fumettisti e illustratori indipendenti, realizzato in collaborazione con Deborah Tommasini e Ora Pro Comics.
Parallelamente si svolgeranno workshop, attività creative, sessioni di yoga, live printing e gruppi d'ascolto in collaborazione con il Centro TICE, trasformando il festival in un luogo di incontro e partecipazione aperto a tutte le età.
Alle 16 si terrà il talk "Editoria indipendente, dove potere narrativo e lotta resistono attraverso le parole scritte e illustrate", con la partecipazione di BeccoGiallo, Le Plurali e Barbara Belzini di Edizioni LOW.
L'incontro approfondirà il ruolo delle realtà editoriali indipendenti nella costruzione di nuove narrazioni capaci di mettere in discussione stereotipi, disuguaglianze e rapporti di potere. Attraverso libri, fumetti e albi illustrati, queste realtà contribuiscono infatti a dare spazio a voci e prospettive spesso escluse dai circuiti culturali dominanti.
A chiudere il festival saranno, dalle 18 alle 21, il reading musicale "Singles" di Lilly the Valley e Vinile con Stile e il DJ set di Sara Bonnie Bang.
Che cos’è il Femme Fest: origini e l'impegno del festival
Femme Fest nasce da una ferita profonda che ha colpito il territorio piacentino: il femminicidio di Elisa Pomarelli. Di fronte a una tragedia così vicina, gli organizzatori hanno sentito il bisogno di trasformare rabbia, dolore e impotenza in qualcosa di concreto, dando vita a uno spazio capace di informare, sensibilizzare ed educare, ma anche di costruire relazioni e comunità.
Non un evento fatto esclusivamente di dibattiti o momenti di riflessione, per quanto necessari, ma un luogo in cui le persone possono incontrarsi, conoscersi, condividere esperienze e scoprire realtà che altrimenti resterebbero invisibili. Attraverso l'arte, la musica, la cultura e il confronto, Femme Fest rende accessibili temi spesso percepiti come lontani o complessi, creando connessioni umane che sono il primo passo per generare consapevolezza e cambiamento, con l'obiettivo di contribuire a costruire una comunità più attenta, più informata e più capace di riconoscere e contrastare la violenza di genere prima che si trasformi in tragedia.
La scelta di affidarsi a musica, arte, editoria e cultura nasce dalla convinzione che la violenza di genere non si combatta soltanto con i numeri, le statistiche o le leggi, ma anche lavorando sull'immaginario collettivo e sul modo in cui le persone percepiscono sé stesse, gli altri e le relazioni. Questi linguaggi hanno la capacità di raccontare emozioni, esperienze e vissuti che spesso le parole da sole non riescono a esprimere: rendono visibile ciò che normalmente resta nascosto, danno voce a chi non viene ascoltato e creano empatia dove spesso esistono solo distanza o incomprensione. Sono strumenti che permettono di informare e sensibilizzare in modo accessibile, coinvolgendo anche persone che difficilmente parteciperebbero a un convegno o a un incontro specialistico, e di raggiungere pubblici diversi attraverso linguaggi diversi.
Per gli organizzatori la cultura è, in questo senso, un vero strumento di prevenzione: più persone vengono coinvolte in questi percorsi di consapevolezza, più aumenta la possibilità di riconoscere comportamenti tossici, mettere in discussione stereotipi radicati e costruire relazioni fondate sul rispetto.

