Grandine sulle auto, Amazon dà mille dollari ai lavoratori
A Castel San Giovanni il contributo a fondo perduto dopo il maltempo che aveva flagellato il polo logistico il 28 agosto
Redazione Online
|1 ora fa

Vetri distrutti nel parcheggio a Castel San Giovanni il 28 agosto
Un contributo una tantum a fondo perduto di 1.000 dollari, pari a 863 euro lordi, per aiutare i lavoratori a sostenere le spese provocate dalla violenta grandinata del 28 agosto. Amazon ha accolto la richiesta avanzata dai sindacati e dalle Rsa dello stabilimento di Castel San Giovanni, riconoscendo il sostegno ai dipendenti aventi diritto per i danni subiti dalle auto parcheggiate nell’area aziendale
Un contributo che non va restituito
Il nuovo sostegno non dovrà essere restituito e si aggiunge alle misure già messe in campo dopo l’evento atmosferico, tra cui le convenzioni per le riparazioni e l’anticipo straordinario di mille euro netti, quest’ultimo da restituire in quattro rate.
Il contributo è destinato ai dipendenti che devono sostenere costi direttamente collegati ai danni ai veicoli, comprese le franchigie assicurative, le riparazioni e le eventuali spese per mezzi di trasporto alternativi.
La misura riguarda le auto di proprietà o in leasing, ma anche quelle appartenenti a familiari o amici utilizzate dal dipendente per recarsi al lavoro il giorno della grandinata. Restano invece esclusi i veicoli a noleggio e quelli aziendali, così come i casi in cui l’assicurazione abbia coperto integralmente i danni senza alcuna spesa a carico del lavoratore.
Restano aperte due richieste
La vertenza sindacale, però, non si chiude qui. Le organizzazioni chiedono che alla somma venga applicato il trattamento fiscale e contributivo previsto per i benefit, in modo da salvaguardarne il valore effettivo, e che il contributo venga esteso anche ai lavoratori in somministrazione. Su entrambi i punti Amazon si è riservata una valutazione.
I sindacati chiedono inoltre che dall’esperienza del 28 agosto si traggano indicazioni per il futuro: tra le proposte ci sono misure strutturali per affrontare situazioni analoghe, la valutazione di coperture a protezione dei veicoli parcheggiati nell’area aziendale e un maggiore coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e delle Rsa nella gestione delle emergenze.
Cgil: «Un segnale concreto»
Positivo il giudizio di Massimo Tarenchi, segretario generale della Filt Cgil di Piacenza. «In un momento di forte difficoltà per le famiglie, con l’inflazione e il costo della vita che continuano a pesare sui bilanci, questo intervento rappresenta un segnale concreto di attenzione verso chi ogni giorno garantisce la continuità operativa dei magazzini. È un passo nella giusta direzione, ma la strada da fare è ancora lunga».
Cisl: «Serve una tutela strutturale»
Per Salvatore Buono, segretario generale della Fit Cisl di Piacenza, «il riconoscimento da parte di Amazon dei danni subiti dai lavoratori va apprezzato, perché attesta una responsabilità aziendale verso chi lavora nei magazzini». Per la Cisl, tuttavia, la possibilità di lavorare con tranquillità e serenità «non può essere affrontata in modo episodico, ma deve diventare una dimensione strutturale della cultura dell’impresa».
Uiltrasporti: «Misura positiva»
Anche Uiltrasporti Emilia-Romagna accoglie positivamente il provvedimento: «In un momento di forte difficoltà per le famiglie, con l’inflazione e il costo della vita che continuano a pesare sui bilanci, questo intervento rappresenta un segnale concreto di attenzione verso chi ogni giorno garantisce la continuità operativa dei magazzini».
Ugl: «Estenderlo ai somministrati»
Soddisfazione anche da parte di Ugl Servizi e Merci, che definisce la misura «un unicum sul territorio», ma chiede che venga considerata a tutti gli effetti un benefit, con i relativi vantaggi fiscali e contributivi.
Secondo il sindacato, questa soluzione potrebbe inoltre consentire ad Amazon di riconoscere lo stesso beneficio ai lavoratori somministrati, «cioè precari e quindi più fragili». L’Ugl auspica infine che il risultato raggiunto possa aprire la strada a ulteriori riconoscimenti economici e premialità per aiutare i dipendenti a fronteggiare l’aumento del costo della vita.

