Snam smantella lo storico “pozzo 1”, primo giacimento di petrolio italiano

Qui a San Martino in Olza nel giugno del 1949, era nata la Supercortemaggiore. Ma oggi l’apparecchiatura è superata

Valentina Paderni
|13 ore fa
Il pozzo n.1 di Cortemaggiore
Il pozzo n.1 di Cortemaggiore
1 MIN DI LETTURA
Del primo pozzo di Cortemaggiore, punto sulla mappa in cui è partita l’esperienza energetica italiana, non resterà più nulla. I tecnici di Stogit, azienda italiana controllata da Snam, sono impegnati ad eseguire le operazioni di bonifica della porzione di terreno che, perforato nel giugno 1949, era risultato essere prezioso giacimento di petrolio. Lo segnala il magiostrino Giovanni Garbi, fortemente legato e orgoglioso della storia del suo paese. Abbiamo contattato Snam, che conferma lo smantellamento: «Il pozzo 1 è attualmente adibito alla sola funzione di monitoraggio dello sviluppo delle attività di stoccaggio gas», spiegano dall’azienda.
«Considerata anche la vetustà delle apparecchiature, è stato ritenuto non più idoneo per lo svolgimento di questa attività, in quanto le informazioni sui valori di pressione nella medesima zona del giacimento vengono regolarmente acquisite in altri pozzi nelle immediate vicinanze e dotati di tecnologie più avanzate. Si è ritenuto pertanto opportuno procedere alla messa in sicurezza del pozzo con la sua chiusura mineraria e il successivo ripristino dell’area. Attualmente sono iniziati i lavori civili per le attività di approntamento della postazione e si prevede di effettuare la chiusura mineraria con l’impianto di perforazione entro la primavera ».
Tra qualche mese dunque, sulla piattaforma in cemento già realizzata, si vedrà di nuovo spuntare una torre di perforazione che dovrà andare a recuperare le tubazioni, collocate ad oltre 1.500 metri di profondità.
Siamo in via Scarpa, a San Martino in Olza, all’incrocio tra via Busseto e la strada provinciale 26. Il pozzo 1 si trova su un terreno di proprietà della famiglia Bollati, dal 1956, su cui Stogit opera con un contratto di affitto, in scadenza. L’obiettivo è restituire l’area, attualmente recintata, com’era oltre 77 anni fa, ossi a prato verde, e, se le condizioni lo permetteranno, di nuovo adatta alla coltivazione.
Del punto dove ha avuto inizio l’era dell’oro nero magiostrino che ha portato alla diffusione della benzina Supercortemaggiore, il potente carburante italiano, quando il paese della Bassa aveva anche dato il nome, era il1954, alla petroliera “Cortemaggiore”, una motocisterna di quasi 19mila tonnellate, parte della flotta Agip-Eni, non rimarrà nulla.
Resteranno i video dell’Istituto Luce, i ritagli dei giornali dell’epoca (tra cui la nota copertina de “La domenica del Corriere”), la storia custodita nei libri e le testimonianze e ricordi di chi quegli anni li ha vissuti.
Intanto c’è chi si augura, e Giovanni Garbi è in prima fila, che sia lasciata almeno una traccia che possa celebrare in modo perenne quel sito da cui è partito il boom energetico e la rivoluzione economica non solo del Piacentino, ma dell’Italia intera.
La copertina che la Domenica del Corriere dedicò alla storica giornata di inaugurazione
La copertina che la Domenica del Corriere dedicò alla storica giornata di inaugurazione