Piacenza tra le prime in Emilia-Romagna per solidità delle imprese
E' tra le quattro province con il minor rischio di insolvenza delle aziende, secondo lo studio Business Scan di Sevendata. Resta però il calo delle imprese attive (-3,2% nell'ultimo anno)
Redazione Online
|8 ore fa

Piacenza si conferma tra le province dell'Emilia-Romagna con il più basso rischio di insolvenza delle imprese. Secondo l'osservatorio Business Scan 2026 di Sevendata, il 9,4% delle aziende piacentine è considerato esposto al rischio di insolvenza nei prossimi dodici mesi. In termini assoluti si tratta di 2.503 imprese su un totale di 26.629 attività.
Il dato colloca Piacenza al terzo posto nella graduatoria regionale, alle spalle di Forlì-Cesena e Ferrara (entrambe con il 9,1%) e di Ravenna (9,2%). Alle spalle della provincia piacentina si trovano invece tutte le altre realtà dell'Emilia-Romagna, mentre le situazioni più delicate si registrano a Reggio Emilia (12%), Parma (11,8%) e Modena (11,6%).
Nel complesso, l'Emilia-Romagna mantiene un profilo migliore rispetto alla media nazionale: le imprese a rischio sono il 10,5% del totale (43.319 aziende), contro il 12,1% registrato in Italia. La regione si colloca così tra le sette meno esposte del Paese, anche se rispetto all'anno precedente l'incidenza delle aziende a rischio è cresciuta di 0,9 punti percentuali.
Per Piacenza, però, non mancano gli elementi di attenzione. Se da un lato il rischio di insolvenza resta contenuto, dall'altro la provincia registra la contrazione più marcata dell'Emilia-Romagna nel numero di imprese attive, con un calo del 3,2% nell'ultimo anno. Un dato che pesa in un contesto regionale già caratterizzato da un saldo negativo tra nuove aperture e cessazioni di attività.
A livello regionale, il commercio resta il settore con il maggior numero di imprese, seguito da costruzioni e agricoltura. Proprio le costruzioni figurano però tra i comparti più esposti al rischio di insolvenza, insieme alle attività estrattive, ai fornitori di energia e al settore immobiliare. Decisamente più contenuto, invece, il rischio per le imprese agricole e per quelle dei servizi finanziari e assicurativi.
Secondo Fabrizio Vigo, amministratore delegato e cofondatore di Sevendata, l'Emilia-Romagna continua a distinguersi per la qualità e la diversificazione del proprio tessuto produttivo, ma l'aumento delle imprese a rischio e il saldo demografico negativo impongono di mantenere alta l'attenzione sulla solidità finanziaria e sulla competitività delle aziende.
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