Nel Piacentino il 35,2% del totale è reddito da pensione
Paolo Rizzi (direttore Lel): «Grazie ai lavoratori immigrati il nostro sistema è riequilibrato». Ma l’invecchiamento rende incerto il futuro
Filippo Lezoli
|12 ore fa

La nostra provincia è al 63esimo posto su 107 in Italia per l’impatto dei redditi da pensione sul totale, con una percentuale del 35,2% per l’anno d’imposta 2024. Una percentuale che emerge dall’elaborazione sui dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, indagine che mette in evidenza come i redditi da pensione rappresentino nel nostro Paese una parte rilevante dell’economia locale. A commentare l’impatto che hanno i redditi previdenziali nelle dichiarazioni dei redditi dei piacentini è Paolo Rizzi, direttore del Laboratorio di Economia locale (Lel), il quale vede per il nostro territorio il bicchiere mezzo pieno, ma anche una situazione generale di fragilità del sistema pensionistico difficile da affrontare e soprattutto da risolvere.
In primo luogo Rizzi fa notare che il nostro territorio, in Italia fra quelli con il più alto tasso di lavoratori stranieri, riesce grazie agli immigrati a non avere un impatto eccessivo delle pensioni, di solito presente in quelle aree con meno dinamismo in termini economici e popolazione più anziana.
«Il dato che emerge in sé è positivo - afferma Rizzi - grazie all’immigrazione abbiamo una posizione abbastanza buona, in quanto viene riequilibrato il sistema». «Se penso a 40 anni fa - aggiunge - il dato dei redditi da pensione rispetto agli altri era molto maggiore. Tutta l’immigrazione dà quindi una mano: sono stipendi di persone che pagano i contributi». D’altro canto, nel Paese la tendenza è che il reddito da pensione aumenta senza soluzione di continuità. «Aumenta d’altronde l’età media - dice Rizzi - abbiamo seri problemi demografici».


