Arriva un “Abaco” per allestire i déhors «Patto per la bellezza e burocrazia snella»

Accordo fra Comune e Soprintendenza. Piacenza sarà divisa in quattro zone: nella città storica previsti solo grigi caldi

Elena Caminati
|4 ore fa
La soprintendente Maria Luisa Laddago
La soprintendente Maria Luisa Laddago
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Armonizzare gli spazi e semplificare gli iter organizzativi. Immaginatevi una città dove i dehors, così come tutte le altre installazioni provvisorie, seguono una continuità nei colori, nei materiali e negli arredi; chi ne beneficia, oltre agli occhi, è il territorio intero. Dall’altra parte, anche gli esercenti o i titolari di pubblici esercizi che vorranno rinnovare o installare i propri spazi all’aperto si troveranno una burocrazia più snella e semplificata. Tutto questo grazie all’intesa tra l’amministrazione e la Soprintendenza archeologia, Belle arti e paesaggio di Parma e Piacenza, sottoscritta dalla sindaca Katia Tarasconi e dalla soprintendente Maria Luisa Laddago.
Dopo la lunga stagione di deroghe introdotte durante l’emergenza Covid, la città si dota di un quadro di regole certo, uniforme e condiviso. Il pilastro dell’accordo è nel rispetto delle linee guida approvate dalla giunta nei giorni scorsi, che ruotano attorno a due strumenti: l’Abaco delle Soluzioni, che individua le tipologie di arredi, materiali e gamme cromatiche consentite, e il Progetto Unico, che seleziona le combinazioni compatibili con i contesti di particolare pregio storico. In cambio dell’adeguamento a questi parametri, i titolari di bar e ristoranti che vorranno rinnovare o installare i propri spazi all’aperto otterranno una burocrazia più snella e un risparmio nei costi per le pratiche autorizzative con la Soprintendenza. «Dall’epoca della pandemia abbiamo imparato a vivere gli spazi esterni con maggiore intensità - ha spiegato la soprintendente Maria Luisa Laddago - con questo accordo, a cui il Comune lavora da qualche anno, riusciamo a semplificare l’iter per l’ente, delimitando le zone e definendo requisiti precisi per offrire un risultato orientato all’armonia, al decoro e al rispetto delle regole».
La cartografia inserita nell’Abaco suddivide la città in quattro macro aree.