Rissa e urla in aeroporto per fermare il rimpatrio: la questura non cede e lo accompagna in Sicilia con l'auto
L'autore del grave accoltellamento alla Caritas di Piacenza ha bloccato il trasferimento. Poliziotti costretti a un viaggio blindato via terra
Redazione Online
|3 ore fa

È stato definitivamente allontanato dal territorio nazionale il cittadino extracomunitario irregolare responsabile del grave accoltellamento avvenuto lo scorso venerdì 19 giugno a Piacenza, nei locali della Caritas in via San Vincenzo. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per rissa, liti e spaccio, era una presenza problematica in città.
A suo carico pendevano già diverse misure preventive, tra cui un "avviso orale" del questore e un divieto di accesso ai locali pubblici emessi all'inizio dell'anno.
Il suo lungo curriculum criminale comprendeva reati di particolare gravità: maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, furto, calunnia, resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. L’escalation di violenza culminata nell'accoltellamento ha spinto l’Ufficio immigrazione della Questura di Piacenza ad avviare con assoluta urgenza le pratiche per l'espulsione immediata.
L'operazione di rimpatrio si è rivelata estremamente complessa e ha richiesto 48 ore di altissima tensione.
Inizialmente, il piano prevedeva il trasferimento del soggetto a bordo di un volo commerciale diretto a Palermo, per poi raggiungere il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (C.P.R.) di Caltanissetta.
Poco prima dell’imbarco, tuttavia, lo straniero è andato in forte escandescenza all'interno dello scalo aeroportuale. La sua condotta violenta e oppositiva ha impedito la partenza, costringendo gli agenti a bloccarlo e a ricondurlo temporaneamente a Piacenza per ristabilire la calma.
Per evitare che il soggetto rimanesse libero sul territorio, la Questura piacentina ha riorganizzato la missione in tempi record, optando per un lungo trasferimento via terra con l'auto di servizio.
Il viaggio verso la Sicilia è stato segnato da continue crisi comportamentali e dal netto rifiuto di collaborare da parte dell'uomo, durato fino all'imbarco sul traghetto.Nonostante le forti tensioni, gli operatori dell’Ufficio di Gabinetto e dell'Ufficio Immigrazione hanno gestito la situazione con fermezza e professionalità. Il cittadino straniero è stato infine consegnato al C.P.R. di Caltanissetta, dove attenderà il definitivo rimpatrio verso il Paese d'origine.

