«Promis Gruparel, bene di comunità», la tesi di laurea di Sebastian
In Bicocca, la promozione territoriale di Gropparello grazie all'associazione di volontariato. Alla laurea gli amici corrono a Milano
Ornella Quaglia
|20 ore fa

Sebastian Gandolfi circondato dagli amici di Promis Gruparel
Quando la passione per le proprie radici incontra il percorso accademico, nascono storie capaci di ispirare un’intera comunità. È il caso di Sebastian Gandolfi, 22enne di Gusano di Gropparello, che si è laureato in Scienze del Turismo all’Università Bicocca di Milano. La particolarità? La sua tesi non ha analizzato grandi mete internazionali, ma il cuore pulsante del suo comune: l’associazione di volontariato “Promis Gruparel”, di cui è volontario. Una tesi nata sul campo. Il lavoro di ricerca, intitolato “Territorio e promozione comunitaria di Promis Gruparel”, ha analizzato come l’impegno dei giovani possa trasformarsi in un volano di rigenerazione per i piccoli centri.

Sebastian ha vissuto questa evoluzione in prima persona: entrato nell’associazione fin dal suo debutto (avvenuto quasi in contemporanea con l’inizio del suo percorso universitario nel 2023), ha visto il gruppo di amici trasformarsi in una realtà solida e propositiva. «Sono entusiasta di farne parte», spiega Sebastian. «Ho capito subito che l’esempio di Promis Gruparel poteva essere un argomento interessante per la tesi. Alcune discipline studiate, legate alla rigenerazione a livello comunitario, combaciano perfettamente con la nostra piccola realtà». L’elaborato ha illustrato come l’associazione sia riuscita a dare nuova linfa a un territorio descritto come “un po’ dormiente”, creando eventi e occasioni di incontro studiati per coinvolgere ogni fascia d’età. Un approccio che ha colpito la commissione per concretezza e originalità. Questo ha suscitato l’orgoglio dell’associazione . Alla cerimonia di laurea a Milano non sono mancati infatti i compagni di volontariato: «Sapere che un ragazzo giovane si è interessato al nostro impegno, sia dal punto di vista culturale che sociale, ci riempie di orgoglio», dicono dal gruppo. «Questa è una storia bellissima di attaccamento alla comunità».


