«Prezzi alle stelle per una guerra che non vuole nessuno»

Rabbia e preoccupazione tra cittadini e camionisti per i rincari ai prezzi dei carburanti. «Per un pieno prima spendevo 80 euro, adesso 105»

Marco Vincenti
Marco Vincenti
|8 ore fa
I prezzi di gasolio e benzina
I prezzi di gasolio e benzina
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Oltre due euro e dieci al litro per il gasolio e più di un euro e ottanta centesima per la benzina. C'è preoccupazione e anche un po' di rassegnazione da parte di cittadini e lavoratori nel settore dei trasporti su strada per gli aumenti vertiginosi del costo dei carburanti. «Per fare il pieno della mia auto spendevo 80 euro, adesso ho appena pagato 105 euro - spiega un piacentino mentre fa rifornimento in una stazione di Piacenza -. Io ho un'attività commerciale con sei furgoni di proprietà e in questo mese ci sarà da fare due conti». Come si spiega questi aumenti? «Forse bisognava pensarci prima di far iniziare una guerra che non credo durerà poco. Una guerra che causa tanti problemi anche e soprattutto a chi non c'entra nulla».
«Io viaggio per lavoro in tutta Europa e questi aumenti li noto solo in Italia - spiega un camionista che ha fatto tappa a Piacenza prima di dirigersi verso il Nord Europa -. Noi viviamo in strada ed è assurdo che per una guerra che non vuole nessuno rischiamo di perdere tutto». «Aumenti incomprensibili - commenta un altro cittadino dopo aver fatto rifornimento di benzina - che non comprendono solo i carburanti, ma anche andare a fare la spesa al supermercato è diventato un dramma».
Il malumore dei guidatori si riversano poi sui gestori dei distributori che però non ci stanno a passare dai cattivi di questa storia: «Il prezzo viene determinato a livello internazionale ogni giorno a Londra e poi viene applicato dalle compagnie petrolifere che ci consegnano le materie prime - spiega Roberto Fugazza, amministratore delegato di Ltp -. Noi abbiamo una marginalità che rimane praticamente invariata. Subiamo le ire dei consumatori, ma non abbiamo colpe. Anzi, questi aumenti penalizzano anche noi». A chi parla di speculazioni, cosa risponde? «Forse il primo a speculare è lo Stato» chiosa.