«Nessuno deve sentirsi sbagliato» premio per la bontà a Raffaele Capperi

Riconoscimento della città di Tortoreto al giovane affetto dalla sindrome di Treacher Collins. «Immedesimatevi nell’altro, chiunque sia. Siate gentili»

Marco Vincenti
Marco Vincenti
|18 ore fa
Raffaele Capperi- © Libertà/Marco Vincenti
Raffaele Capperi- © Libertà/Marco Vincenti
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«Dedico questo premio a me, per tutte le volte che sono riuscito a rialzarmi dopo essere caduto, e a tutte le persone che si sentono sbagliate e inadeguate». Sono le parole con cui Raffaele Capperi ha accolto il premio per la Pace e la Solidarietà dedicato a don Tonino Bello, conferitogli dalla città di Tortoreto. Un riconoscimento importante assegnato al giovane piacentino originario di Monticelli per il coraggio con cui ha trasformato una vita segnata da discriminazioni, insulti ed esclusione in un messaggio di speranza e rispetto rivolto in particolare alle nuove generazioni.
Capperi, infatti, ha scelto di non arrendersi alle offese ricevute nel corso degli anni, né agli attacchi subiti sui social network e in ambito lavorativo. Al contrario, ha deciso di trasformare il dolore in testimonianza contro il bullismo e il cyberbullismo.
Nato con la sindrome di Treacher Collins - una rara malattia genetica che colpisce circa una persona ogni 50 mila e provoca malformazioni facciali, problemi respiratori e deficit uditivi -, Raffaele ha dovuto affrontare difficoltà fin dai primi giorni di vita: «Sono venuto al mondo senza mento, senza zigomi e con grandi difficoltà a percepire suoni e rumori. Fino a 19 anni sono stato sordo».
Le discriminazioni sono iniziate tra i banchi di scuola, ma non si sono fermate neanche con l’età adulta. Nel mondo del lavoro, Capperi si è trovato di nuovo a fare i conti con episodi di derisione e bullismo legati al suo aspetto fisico. «Mi è costato molto dal punto di vista della salute mentale e non vorrei che nessun altro provasse quello che ho provato io – le sue parole -. Adesso sto meglio e spero che la mia storia possa aiutare altri ad uscire dall’incubo della solitudine».
Negli ultimi anni Raffaele ha portato la sua testimonianza nelle scuole di tutta Italia, incontrando migliaia di studenti e invitandoli a riflettere sul valore del rispetto, dell’inclusione e dell’empatia. «Immedesimatevi nell’altro, chiunque sia. Siate gentili: la gentilezza è e sarà sempre più forte della cattiveria», è il messaggio che ripete ai ragazzi. «Mi piacerebbe portare la mia storia non solo nelle scuole ma anche nei luoghi di lavoro – prosegue -, perché anche lì si manifestano episodi di bullismo». Un appello che nasce dall’esperienza personale e dalla convinzione che il rispetto delle persone debba essere parte integrante della cultura aziendale.
Raffaele Capperi
Raffaele Capperi