«L'italiano è arrivato»: vita al Peep tra 57 nazionalità

Il quartiere multiculturale si racconta: servizi migliorati, la ferita del Sigma chiuso e la richiesta di più sicurezza

Marcello Pollastri
Marcello Pollastri
|18 ore fa
Oggi su Libertà due pagine dedicate al quartiere Peep Farnesiana - © Mauro Del Papa
Oggi su Libertà due pagine dedicate al quartiere Peep Farnesiana - © Mauro Del Papa
1 MIN DI LETTURA
Donne con il velo accompagnano i bambini ai giardinetti, operai dell'Est sorseggiano una birra dopo il lavoro, un rider bengalese consegna una pizza. Nel campetto dell'oratorio si gioca a pallone: sette ragazzi di origini diverse e un solo italiano, Andrea, che arriva puntuale come un rinforzo provvidenziale.
Al Peep-Farnesiana convivono 57 nazionalità. Il quartiere è simbolicamente tagliato da via Radini Tedeschi: da una parte i grandi palazzi popolari degli anni Sessanta, dall'altra una Farnesiana trasformata in periferia residenziale. Entro la fine del mese 14 nuovi alloggi popolari.
La parola che ricorre di più tra chi ci vive è "convivenza". Non sempre semplice, ma consolidata. Il volto della zona è cambiato: il degrado di un tempo sembra appartenere a un'altra epoca. A contribuire sono stati i servizi — biblioteca, parchi, centro per le famiglie — e lo sport: «Sul campo le differenze si annullano», osserva un educatore. 
Le criticità restano. La chiusura del supermercato Sigma ha lasciato un vuoto nella Galleria del Sole. Sul fronte sicurezza, i residenti non parlano di emergenza, ma chiedono presidio costante: «Vorremmo vedere le istituzioni anche quando non ci sono campagne elettorali».
Al tramonto il campetto torna a riempirsi. Le maglie sono diverse, le origini pure. La lingua, però, è la stessa.