La storia di Pedro Luis Mazzocchi, il desaparecido piacentino
A cinquant'anni dal colpo di Stato militare in Argentina riemerge la figura dello studente con origini in Val Trebbia
Thomas Trenchi
|20 ore fa

Sono passati cinquant’anni dal colpo di Stato militare in Argentina, il cosiddetto “processo di riorganizzazione nazionale” che aprì la stagione dei desaparecidos: uomini e donne arrestati per motivi politici e mai più tornati a casa. Era il 24 marzo 1976 quando le forze armate instaurarono la dittatura guidata da Jorge Rafael Videla, poi proseguita da altri generali.
Tra i desaparecidos di origine italiana compare anche un nome piacentino: Pedro Luis Mazzocchi. Figlio di Luigi, nato nel 1924 a Coli ed emigrato in Argentina, viveva con la famiglia a Tandil, in una zona collinare. La sua storia riemerse negli anni grazie alle testimonianze raccolte.
«Pedro – raccontò nel 1998 a Libertà Jorge Ithurburu, rappresentante della Lega internazionale per i diritti e la liberazione dei popoli – era uno studente all’Università di La Plata, a circa trecento chilometri da casa. Ormai vicino alla laurea, fu richiamato per il servizio militare a Tandil. Una sera, mentre rientrava in caserma, venne sequestrato e torturato. Riuscì a fuggire da una finestra, nudo e con le manette, e a raggiungere la caserma per chiedere aiuto».
Un episodio drammatico, seguito da un’apparente tregua. «Fu ricoverato in infermeria, sotto stretta sorveglianza, e i genitori poterono anche incontrarlo. Poi, un giorno, sparì definitivamente». Da quel momento, il silenzio. Solo nel 1988 l’Equipo Argentino de Antropología Forense riuscì a identificare i suoi resti in una fossa comune.
La vicenda di Mazzocchi si inserisce nel contesto della Dottrina della sicurezza nazionale, in cui il confine tra vita privata e sospetto politico si dissolveva. Nel 2000 il padre Luigi testimoniò in tribunale: «In casa nostra non si parlava di politica». Pedro non era un attivista, ma la sua sensibilità e la frequentazione dell’Università di La Plata, uno dei centri più esposti alla repressione, furono probabilmente sufficienti per renderlo un bersaglio.
Il legame con il territorio piacentino non si è mai interrotto. Nel 1998 Ester Mazzocchi, sorella di Pedro Luis, tornò a Coli per incontrare gli amministratori locali, tra cui l’allora sindaco Luigi Bertuzzi. Nata in Argentina da una famiglia originaria della Valtrebbia, seguiva da vicino il procedimento giudiziario per fare luce sulla sorte del fratello.
Oggi, nella frazione di Aglio di Coli, restano pochi riferimenti familiari. Tra questi la famiglia di Mario Buscarini, cugino di secondo grado. «Più di vent’anni fa ero stato in Argentina con uno zio, che mi aveva portato a Tandil dai nostri parenti – racconta –. Lì mi avevano parlato di Pedro Luis: una vicenda che ha segnato profondamente tutta la famiglia».

