Il mosaico della rinascita, dono di Assofa ai detenuti delle Novate

Un agnello di stoffa realizzato dai ragazzi con disabilità è stato consegnato dal vescovo Cevolotto, alla presenza dell'imprenditore Bulla

Elisabetta Paraboschi
|6 ore fa
Il vescovo Cevolotto con Bulla e l'opera donata ai detenuti
Il vescovo Cevolotto con Bulla e l'opera donata ai detenuti
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La Pasqua in carcere ha la forma di un tondo che ritrae un agnello con il calice dell’ eucaristia realizzate con piccoli pezzi di stoffa. È la forma della solidarietà, ma anche della vicinanza che l’Assofa coi suoi ragazzi ha voluto dimostrare una volta di più verso chi sta scontando la detenzione alla casa circondariale delle Novate. L’altra mattina il vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio Adriano Cevolotto ha incontrato i detenuti: è una tradizione che si ripete in occasione del Natale e della Pasqua e ogni volta l’Assofa realizza un manufatto da consegnare alle Novate.
La consegna, fatta come sempre dalle mani del vescovo, ha visto anche la presenza dell’imprenditore Valter Bulla che da molti anni è vicino alla causa dell’Assofa e che ha sottolineato l’importanza e il valore di questo incontro che si svolge anno dopo anno.
«Si tratta di una sorta di mosaico che però non è fatto con le tessere, ma con pezzettini di stoffa posizionati uno a uno in modo da realizzare il disegno - spiega monsignor Cevolotto - sono materiali di recupero e riciclo e il significato simbolico dell’oggetto è importante: è un invito a ricordare che che in fondo anche anche quello che comunemente si scarta viene può essere recuperato per realizzare delle cose belle. Anche la parte magari meno bella di noi può essere recuperata. Ho fatto notare alle persone presenti ogni pezzettino messo sul tondo da un ragazzo con disabilità: alla fine ogni singolo pezzo forma una grande opera, anche solo mettere un pezzettino di stoffa al posto giusto è una grande impresa ed è il frutto del lavoro si questi ragazzi».