Frana sulla Val d'Aveto, parte il cantiere: «Intervento complesso»

In ritardo di un giorno causa brutto tempo, l'opera permetterà di ristabilire la viabilità a senso unico alternato. «Situazione estremamente complessa e in continua evoluzione»

Marco Vincenti
Marco Vincenti
|18 ore fa
Una ferita che da mesi spezza in due il collegamento tra le regioni Emilia-Romagna e Liguria. Una ferita dolorosa soprattutto per chi tra quelle montagne ci abita. Una ferita che grazie al finanziamento di 300mila euro da parte della Protezione civile regionale potrà essere "presto" rimarginata.
Con un giorno di ritardo causa maltempo, infatti, partono ufficialmente giovedì 7 maggio i lavori per ripristinare in maniera provvisoria il collegamento tra Emilia-Romagna e Liguria lungo la strada provinciale Val D’Aveto interrotta dal novembre scorso a causa di una frana nei pressi della diga di Boschi. Un intervento complesso in un territorio compromesso da movimenti franosi che si susseguono sin dalla primavera 2025.
«Verranno realizzate delle strutture flessibili simili a dei para valanghe che verranno ancorate al versante in profondità - spiega Davide Marenghi, neo direttore generale della Provincia di Piacenza che per mesi si è occupato del tratto franato in alta Val d'Aveto -. Si tratta di una zona particolarmente complicata dal punto di vista delle caratteristiche morfologiche del terreno. Siamo infatti di fronte una frana estesa sia in superfice che in profondità, abbiamo quindi dovuto studiare diverse soluzioni per arrivare a un intervento che potesse offrire un minimo di garanzie sul ripristino della circolazione».
Il cantiere partirà domani, grazie a un finanziamento di 300 mila euro della Protezione Civile regionale e secondo cronoprogramma durerà 70 giorni. L’intervento consentirà quindi di riaprire il tratto, seppur con senso unico alternato regolato da semaforo per circa 50 metri. L’unica soluzione ritenuta possibile dopo mesi di studi e un primo passo per ristabilire la viabilità nell'alta val d’Aveto. «Un intervento molto atteso dalle comunità coinvolte - chiosa Patrizia Calza,  consigliera provinciale alla Viabilità-. Rappresenta una sfida molto grande per l'amministrazione provinciale perché si tratta di una situazione estremamente complessa e in continua evoluzione alla quale noi vogliamo dare una risposta concreta, seppur provvisoria in un primo momento».