«Fermiamoci subito. Stop all'avanzamento della logistica»
ApP, Avs e Rifondazione comunista insieme in una lettera aperta a sindaca di Piacenza e presidente della Provincia: «Serve sicurezza per chi lavora»
Redazione Online
|10 ore fa

Logistica
«Per noi il limite è stato superato, basta lavoro povero, dequalificato e precario». netto il monito all'interno della lettera aperta firmata da Alternativa per Piacenza, Alleanza Verdi Sinistra e Rifondazione comunista rivolta alla sindaca di Piacenza Katia Tarasconi e alla presidente della Provincia Monica Patelli con al centro le problematiche della logistica piacentina.
«Chiediamo di riflettere e imporre al sistema logistico piacentino, sempre più ingordo di aree, la presa in carico di problematiche che riguardano la sicurezza e la mobilità dei lavoratori. Una necessità resa ancor più impellente dalla recente straziante tragedia che ha coinvolto il giovane lavoratore della logistica travolto dal treno mentre si recava al lavoro» precisa il consigliere comunale e presidente di Alternativa per Piacenza Luigi Rabuffi.
«A Piacenza la logistica la conosciamo tutti - recita il documento -. Sappiamo che porta lavoro (troppo spesso povero, dequalificato e precario), ma sappiamo anche quanto pesa: traffico, inquinamento, consumo di territorio, vite complicate per chi ci lavora. Da anni sentiamo le stesse frasi: «è cresciuta senza regole», «serve più controllo», «bisogna trovare un equilibrio». Poi però, quando si propone di fermarsi un attimo, arriva sempre la solita risposta: "non si può bloccare lo sviluppo".
Ma dopo quello che è successo il 2 aprile - la morte di un ragazzo lavoratore di soli 21 anni - diciamolo chiaramente: questo equilibrio non c’è. Non c’è mai stato. Le aziende fanno quello che vogliono: camion su camion, capannoni su capannoni, territorio che sparisce. E intanto c’è chi lavora in condizioni pesanti, difficili e spesso deve anche rischiare la vita solo per andare e tornare dal lavoro. Per noi il limite è stato superato. Adesso si parla di uno studio della Provincia, ma ancora una volta senza ascoltare davvero chi questi problemi li denuncia da anni, studi di tecnici amministrativi che portano soluzioni che rispondono solo ad una parte del problema e non considerano la questione a 360°, questo dovrebbe essere il compito di chi governa il territorio in nome dei cittadini, ma non lo fa o lo fa con superficialità».
ApP, Avs e Rifondazione comunista chiedono infine che il Pug diventi l'occasione per fermare l'avanzamento della logistica, almeno finchè non siano risolti i problemi esistenti. Inoltre, «serve sicurezza per chi lavora. Subito. Non è normale che centinaia di persone vadano a lavorare rischiando ogni giorno. Servono: piste ciclabili vere fino a Le Mose; collegamenti sicuri lungo la via Emilia o la ferrovia; autobus navette dedicati, con orari che seguano i turni il cui costo va interamente posto a carico della logistica che lucra sul lavoro. Guai a porla anche solo parzialmente a carico dei cittadini. Le soluzioni ci sono già. Manca solo la volontà. Qui non si tratta di essere contro lo sviluppo. Si tratta di scegliere che tipo di sviluppo vogliamo. E soprattutto: se vogliamo una città che tutela le persone, oppure no».

