Da Castell'Arquato a Londra, la storia di Angelo Boccato
Dopo 10 anni la Brexit provoca ancora contraccolpi, «col Regno Unito fuori dall’Unione sono nate le idee di remigrazione»
Donata Meneghelli
|9 ore fa

Angelo Boccato alla presentazione del suo ultimo libro
Angelo Boccato viveva a Londra quando, 10 anni fa, la Brexit decretò l’uscita del Regno Unito dall’UE (lo schieramento Leave vinse col 51,9%). Scelta che ha ancora i suoi contraccolpi, come confermano le dimissioni, ieri, del primo ministro Starmer.
«Da cittadino italiano che viveva a Londra già da tre anni, non ho avuto contraccolpi. Ma da osservatore, l’ho letto come il chiaro segnale dell’avanzata delle ultradestre. Senza la Brexit non si può immaginare la prima amministrazione Trump», osserva Boccato, giornalista freelance e autore di “L’ombra lunga dell’Impero. Voci afrodiscendenti tra razzismo sistemico, colonialismo e resistenza globale” (Altraeconomia). Rivendica la sua identità di afro-latino-caraibico-italiano, anche se nella Repubblica Dominicana ci è solo nato (l’ha visitata tre volte, l’ultima quando aveva 19 anni e vuole tornarci presto).
A soli 17 mesi è arrivato in Italia, a Castell'Arquato, dove è stato cresciuto dalla moglie di suo padre (mancato nel ’99 quando Angelo aveva appena 13 anni). I figli del padre sono diventati suoi fratelli (Monica, Giorgio e Andrea) e Ida la sua mamma. Da parte di sua madre Rosa ha una sorella minore: Hiroely. Boccato, che oggi ha 40 anni, dopo il diploma al Liceo Gioia di Piacenza, ha studiato Scienze politiche, cultura e diritti umani all’ateneo di Bologna e poi Scienze del lavoro a Milano; nel mezzo, un anno di Erasmus a Dublino all’UCD Michael Smurfit Business School.





