«Soffiata sulla lotta alla droga». Il processo della caserma Levante torna a Piacenza

L’appuntato Giuseppe Montella è accusato di avere carpito informazioni su un'attività svolta dalla Guardia di Finanza favorendo un pusher. Accuse respinte dall'interessato

Paolo Marino
Paolo Marino
|10 ore fa
Auto della guardia di finanza davanti alla caserma Levante il giorno degli arresti nel luglio 2020
Auto della guardia di finanza davanti alla caserma Levante il giorno degli arresti nel luglio 2020
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Presunte rivelazioni su un’indagine antidroga delle fiamme gialle spifferate all’appuntato Giuseppe Montella da un finanziere cinofilo. Questa è l’accusa che nasce da uno scampolo dell’inchiesta di sei anni fa sulla caserma Levante dei carabinieri di Piacenza, che dopo essere stato inizialmente trattato dal tribunale militare di Verona, ieri è tornato a Piacenza. L'ex carabiniere è attualmente in carcere per la condanna definitiva a 9 anni, 8 mesi e 20 giorni. Con l'accusa di avere carpito informazioni su un'attività antidroga svolta dalla finanza, Montella è indagato per il reato militare di divulgazione di notizie segrete o riservate. Un’accusa che l'interessato respinge.
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