Diffida per la scuola all'ex Manifattura. Il Comune: «No allarmismi»

Un genitore chiede i certificati di idoneità, l'amministrazione ribatte: «Non si creino inutili dubbi nelle famiglie»

Redazione Online
|10 ore fa
Diffida per la scuola all'ex Manifattura. Il Comune: «No allarmismi»
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L’ultima polemica sul cantiere dell’ex Manifattura Tabacchi e sulla scuola media in partenza la solleva Daniele Flaminio Bellarmino, con una diffida al Comune e alla dirigenza scolastica che in una nota viene definita «l’atto promosso da un genitore nell’esercizio della responsabilità genitoriale e a tutela di tutti i minori coinvolti». «La situazione dei locali scolastici e l’assenza di garanzie ufficiali sulla sicurezza e l’agibilità delle strutture destinate agli studenti spingono i genitori ad adire le vie formali», si legge nel comunicato in cui si parla di «sopralluoghi visivi», di «interlocuzioni con le istituzioni che hanno restituito risposte evasive e lacunose, nonché del mancato chiarimento seguito all’interrogazione consiliare presentata nei mesi scorsi dalla consigliera comunale Sara Soresi». La richiesta è di «esibizione immediata della documentazione attestante il rispetto delle norme di legge sulla sicurezza e sulla prevenzione incendi: certificato di agibilità e idoneità dei locali, Scia antincendio/nulla osta del comando dei Vigili del fuoco, piano di evacuazione ed emergenza aggiornato, con verifica delle adeguate vie di fuga e uscite di sicurezza».
«Di fronte all’impossibilità di verificare la presenza dei requisiti minimi di sicurezza e al silenzio delle amministrazioni interpellate, non è possibile delegare la salute e la vita dei ragazzi al caso. Se un edificio scolastico non possiede i necessari nullaosta e i requisiti d’uso, i nostri figli in quella struttura non devono entrare», conclude la nota avvertendo che «con la diffida si concedono 48 ore agli enti preposti per confermare la presenza e la regolarità di tutti i titoli autorizzativi» e «in assenza di riscontro o di garanzie documentali, verranno adite le competenti sedi giudiziarie e le autorità di controllo per gli accertamenti di legge».
Accuse pesanti che il Comune rispedisce al mittente: «La sicurezza dei bambini e dei ragazzi viene prima di tutto, proprio per questo è necessario fare chiarezza ed evitare allarmismi che non trovano riscontro nello stato reale dei lavori», assicura Palazzo Mercanti in una nota. «Il Comune è nei tempi previsti e sta completando gli interventi in costante raccordo con tutte le istituzioni competenti. Per un’opera pubblica non si attende il “certificato di agibilità” richiamato nella diffida: al termine dei lavori sono il collaudo o il certificato di regolare esecuzione, a seconda dei casi, ad attestare la corretta esecuzione dell’opera e la sua utilizzabilità».
«Anche sul fronte antincendio il percorso è definito. La prima Scia riguarderà la parte del plesso effettivamente utilizzabile, mentre resteranno temporaneamente escluse la terrazza e la palestra. Sono infatti ancora in corso alcuni interventi di finitura delle aree esterne che incidono sulle condizioni di sicurezza delle relative uscite di emergenza. Il piano di emergenza predisposto dal Rspp della scuola terrà conto esattamente di questa configurazione e degli spazi effettivamente utilizzabili».
L’impresa, informa il Comune, «ha tempo fino al 14 ottobre per completare gli interventi previsti, tra questi rientrano le sistemazioni delle aree esterne e del giardino, lavorazioni che, per loro stessa natura, sono inevitabilmente condizionate anche dall’andamento climatico e stagionale. Una volta completati gli interventi, i professionisti incaricati presenteranno una seconda Scia, secondo un percorso già condiviso con il comando provinciale dei Vigili del fuoco, che consentirà l’utilizzo dell’intero plesso, comprese palestra e terrazza. Per questo sorprende una diffida che pretende oggi documenti e adempimenti riferiti anche a opere ancora regolarmente in corso e pienamente nei termini assegnati all’impresa. Non ci sono lavori fuori tempo né adempimenti omessi. C’è un percorso tecnico preciso, con tempi definiti e condiviso con le autorità competenti».
«La sicurezza delle scuole è una cosa seria», conclude la nota, «e proprio perché è una cosa seria, va raccontata sulla base dei fatti, senza creare inutilmente preoccupazione nelle famiglie».