Cittadella, Gps cerca l’accordo ma il Comune risponde picche

Falliti i tentativi di intesa bonaria mentre è in corso la procedura volta a risanare la ditta. Al posto della polizza 2026 proposta cauzione cash

Gustavo Roccella
Gustavo Roccella
|11 ore fa
Il cantiere di piazza Cittadella fermo da sette mesi a seguito del contenzioso legale tra il Comune e l’appaltatore
Il cantiere di piazza Cittadella fermo da sette mesi a seguito del contenzioso legale tra il Comune e l’appaltatore
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Per porre fine alla contesa giudiziaria su piazza Cittadella una proposta di composizione bonaria che, in estrema sintesi, stralci il parcheggio interrato lasciando in piedi la gestione della sosta a pagamento. Sarebbe stata messa sul tavolo da Piacenza Parcheggi-Gps (Global parking solutions) incontrando però la contrarietà del Comune che l’avrebbe bocciata come non percorribile stravolgendo l’appalto assegnato nel 2012.
E’ quanto risulta a “Libertà” sulla base di ciò che trapela dallo stretto riserbo che avvolge la fase in corso da metà novembre, quando il Tribunale fallimentare ha concesso a Gps le misure cautelari previste dal Codice della Crisi, che consentono ad aziende in difficoltà economica di chiedere protezione dai creditori nel tentativo di scongiurare stati di insolvenza o fallimenti. Nel dichiararsi in tale situazione di precarietà, la società aggiudicataria dell’appalto del 2012 per la gestione pluriennale dei parcometri, la realizzazione del parcheggio interrato e la riqualificazione di piazza Cittadella ha presentato ai giudici un piano di rientro dalla crisi che è stato valutato «non manifestamente implausibile» (v. “Libertà” del 14 novembre, ndr).
I quattro mesi di protezione concessi hanno, sì, sospeso la risoluzione contrattuale avviata la scorsa estate dal Comune che a Gps addebita gravi inadempimenti sia per i ritardi nella realizzazione del parcheggio (di fatto mai partita) sia per il mancato deposito di aggiornate garanzie bancarie sui finanziamenti per l’esecuzione dell’opera; e, d’altro canto, non devono trascorrere senza concreti segnali di attuazione del piano di rientro dalla crisi aziendale. Rientro da un debito che non è tanto nei confronti di Palazzo Mercanti quanto del Comune di Vicenza dove Gps ha un’esposizione di 6,9 milioni, sempre derivante da un appalto di gestione della sosta a pagamento (vertenza peraltro oggetto anch’essa di contenzioso). La procedura di protezione cautelare è perciò sdoppiata: una nei confronti del Comune di Piacenza che scade il 13 marzo, con possibile rinnovo di altri quattro mesi, e quella nei confronti di Vicenza che ha termine il 19 maggio (non più prorogabile).
Ad auspicare una soluzione di composizione negoziale della crisi era stato Carleugenio Lopedote, il commercialista piacentino che, come soggetto esperto esterno, ha il compito di verificare se le trattative in corso per risanare Gps (possiede l’85% di Piacenza Parcheggi) possono essere efficaci o meno. «Il contenzioso non so come andrà a finire, certo che se fosse stato possibile addivenire a un accordo tra le parti in sede di composizione, sarebbe stato meglio», aveva considerato (v. “Libertà” del 13 gennaio) senza peraltro mostrarsi ottimista vedendo i contendenti «su posizioni molto distanti». L’esito del tentativo di conciliazione andato in scena nei giorni scorsi ne sarebbe una riprova.
Un clima belligerante che a inizio anno è stato alimentato dalla seconda procedura di risoluzione contrattuale avviata dal Comune nei confronti di Gps, imputata di grave inadempimento per non avere depositato la polizza fideiussoria a garanzia del canone 2026 (900mila euro più Iva) per la gestione dei parcometri. A “Libertà” risulta che Gps, di fronte alla diffida ad adempiere, abbia risposto proponendo una “cauzione” a copertura, vale a dire, anziché una polizza, un versamento cash a garanzia dei mesi di contratto. Soluzione che potrebbe rivelarsi ammissibile. Resterebbe in ogni caso in piedi la prima procedura di risoluzione.