Caldo record nelle aule della Besurica. «Più di 30 gradi, un bimbo ha avuto un malore»
La denuncia dei genitori: «Problema noto da un anno, ma nessun intervento concreto»
Redazione Online
|10 ore fa

La scuola materna della Besurica in una foto d'archivio - © Libertà
Aule che nelle ore del mattino superano i 30 gradi, un bambino che nei giorni scorsi avrebbe accusato un malore e la richiesta di conoscere quali azioni siano state intraprese per affrontare una situazione che, secondo le famiglie, era già nota da tempo. I genitori della scuola dell’infanzia Besurica di Piacenza hanno diffuso un comunicato pubblico in cui denunciano le condizioni microclimatiche dell’edificio scolastico e chiedono risposte a Comune e dirigenza scolastica.
«Due estati consecutive nelle stesse condizioni»
Nel documento le famiglie spiegano che già negli ultimi giorni di maggio e per tutto giugno i bambini avrebbero frequentato aule con temperature superiori ai 30 gradi. Una situazione che, sottolineano, non sarebbe né imprevedibile né improvvisa, poiché il problema sarebbe emerso già nell’estate del 2025 e sarebbe stato nuovamente segnalato alle istituzioni nel marzo scorso.
Secondo i genitori, dopo quelle segnalazioni sarebbero stati avviati confronti tra Comune e dirigenza scolastica, ma nelle aule non risulterebbero adottate misure concrete in grado di garantire condizioni adeguate per bambini e personale.
«Non è una questione di comfort ma di salute»
Nel comunicato viene inoltre riferito che un bambino avrebbe accusato un malore riconducibile alle elevate temperature presenti all’interno della scuola. Per questo le famiglie affermano di non poter più accettare «rassicurazioni generiche» o rinvii a interventi strutturali che richiederebbero tempi lunghi.
«La questione non riguarda il comfort, ma la tutela della salute», scrivono i genitori, richiamando anche il Decreto Legislativo 81 del 2008, che impone la valutazione e la gestione dei rischi derivanti dalle condizioni microclimatiche nei luoghi di lavoro.
Le richieste rivolte a Comune e scuola
Le famiglie chiedono pubblicamente di sapere:
- quali misure siano state adottate dopo le segnalazioni ricevute;
- quali siano stati gli esiti degli incontri tra Comune e scuola;
- perché non siano state predisposte soluzioni temporanee per affrontare l’estate 2026;
- quali interventi siano programmati affinché la situazione non si ripresenti nel prossimo anno scolastico e nell’estate 2027.
«Non venga sprecato un altro anno»
Con l’anno scolastico ormai agli sgoccioli, i genitori chiedono alle istituzioni un impegno pubblico e tempi certi. «Se il problema era noto nel 2025, è stato nuovamente segnalato nel 2026 e oggi si ripresenta nelle stesse condizioni, non è più possibile parlare di emergenza imprevedibile», affermano. L’appello finale è che non venga perso un altro anno e che vengano individuate soluzioni capaci di evitare il ripetersi della situazione.
«Dopo due estati consecutive trascorse in queste condizioni, i genitori hanno il diritto di sapere quali azioni concrete verranno intraprese e con quali tempi», concludono le famiglie della scuola dell’infanzia Besurica.

