A Cadeo i sapori dell'inclusione con “Prossima Fermata”
Offrire un futuro concreto ai ragazzi con disabilità: questo l'obiettivo del progetto che si sviluppa all'interno della cascina di Santa Maria di Cadeo
Redazione Online
|9 ore fa

Inaugurazione laboratorio di trasformazione alimentare e sociale di Caritas diocesana - © Libertà/Valentina Paderni
Sono stati i ragazzi stessi a preparare i cibi offerti durante l’inaugurazione della cascina di Santa Maria di Cadeo: pasta fresca, prodotti di pasticceria e altre specialità nate dalle loro mani. È da qui che parte il racconto del nuovo laboratorio sociale "Prossima Fermata", inaugurato oggi, venerdì 10 aprile, dove la materia prima si trasforma in cibo, ma soprattutto in opportunità.
Il progetto nasce con un obiettivo chiaro: offrire un futuro concreto a giovani con disabilità che, terminato il percorso scolastico, faticano a trovare un inserimento nel mondo del lavoro. Non solo formazione, ma anche un ambiente accogliente, capace di mettere a proprio agio e valorizzare ogni persona.
Attivo già da un mese, il laboratorio coinvolge attualmente sette ragazzi, impegnati tre giorni alla settimana in attività di trasformazione alimentare. Dalla lavorazione della pasta ai prodotti di pasticceria, fino alla produzione estiva di marmellate, il percorso unisce competenze pratiche e crescita personale.
Alla base dell’iniziativa c’è una rete solida: assistenti sociali, educatori ed équipe di supporto accompagnano i partecipanti in ogni fase, favorendo non solo l’apprendimento, ma anche la socializzazione e la creazione di legami.
Il laboratorio è dotato di attrezzature di primo livello, pensate per offrire una formazione concreta e professionale. Qui, il lavoro diventa anche strumento educativo e occasione di aggregazione, grazie alla presenza di figure esperte capaci di guidare, sostenere e creare relazioni.
L’inaugurazione ufficiale si è svolta alla presenza del vescovo di Piacenza, Adriano Cevolotto. L’idea, come ha spiegato la sindaca di Cadeo, Marica Toma, «nasce dall’esigenza di dare una risposta concreta a tanti giovani che, dopo il diploma, si trovano senza prospettive lavorative adeguate». Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con Caritas e Opera Pia Alberoni.
Un gesto semplice ma potente: preparare insieme del buon cibo, trasformando un laboratorio in una vera occasione di riscatto e dignità.
Foto gallery di Valentina Paderni










