Bersani onora il Monticello, e in tanti: "Ti vogliamo presidente della Repubblica"

Oggi il ricordo della battaglia di 30 partigiani contro 400 nazifascisti. "Ricordiamo anche l'80esimo della Costituente, e quanto siano affezionati gli italiani alla loro Costituzione lo abbiamo visto di recente"

Elisabetta Paraboschi
|10 ore fa
L'orazione di Pier Luigi Bersani a Monticello - © Libertà/Betty Paraboschi
L'orazione di Pier Luigi Bersani a Monticello - © Libertà/Betty Paraboschi
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«Torna in pista». «Ti vogliamo presidente della Repubblica».
Sono queste le voci che dalla foltissima platea salgono - insieme alla nebbia - mentre il presidente dell’Isrec-Istituto di storia contemporanea di Piacenza Pier Luigi Bersani parla di Resistenza e Costituzione, antifascismo e lavoro.
Su a Monticello, ad ascoltarlo, sono tantissime le donne e gli uomini che quest’anno hanno partecipato alla cerimonia di commemorazione della battaglia in cui morirono Lino Vescovi, Gino Cerri, Aldo Passerini e Carlo Ciceri.
L'omaggio al cippo del caduto Cerri
L'omaggio al cippo del caduto Cerri
Sotto alla statua del Valoroso, che dal 1947 veglia a guardia del castello in cui nella notte fra il 15 e il 16 aprile del 1945 una trentina di partigiani riuscì ad avere la meglio su 400 nazifascisti, Bersani invita «ad avere fiducia ma anche consapevolezza di questa fase difficile che richiede militanza».
Ad anticiparlo sono la rappresentante dell’Anpi Travo Maria Giulia Boccellari, la consigliera Arianna Razza del Comune di Gazzola e la vice sindaca del consiglio comunale dei ragazzi Anita Dotti, ma anche la presidente provinciale dell’Anpi di Piacenza Nadia Maffini.
«Quello che celebriamo qui è un fatto glorioso della Resistenza piacentina - spiega Bersani - ma oggi ricordiamo anche l’80esimo della Costituente, un anno luminoso e da segnare perché nel 1946 succedono cose storiche come il suffragio universale, la scelta della forma di Stato e poi la costituente che mettono attorno alla libertà conquistata delle salde radici. Noi siamo gli unici sconfitti a poterci scrivere la Costituzione perché gli altri non hanno avuto la Resistenza: questo è il miracolo. E quanto gli italiani siano affezionati alla loro Costituzione lo si è visto anche recentemente».  
In conclusione hanno cantato i coristi del coro Infrangibile.
Lo scrittore e giornalista Ermanno Mariani con i suoi libri
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